“Una comunità di persone che vivono sulla propria pelle gli effetti delle disparità economiche, sociali e di genere e che esigono l’attenzione e il massimo rispetto dalle istituzioni"
MESSINA – “Siamo stanche delle modalità comunicative adoperate dal sindaco e crediamo fermamente che il suo linguaggio non ci rappresenti. Siamo stanche della veemenza e della violenza con cui il sindaco si rivolge verso chi non asseconda il modello di cittadino perbene da lui stesso forgiato. Un modello dalle caratteristiche inesistenti, che giova solo ad alimentare divisioni e distinguere tra buoni e cattivi, legali e illegali, virtuosi e viziosi. Lì ove la virtù è data, naturalmente, dalla prossimità al sindaco e al suo progetto”.
Così le “Scatenate dello Stretto”, “una comunità di persone che vivono sulla propria pelle gli effetti delle disparità economiche, sociali e di genere e che esigono l’attenzione e il massimo rispetto dalle istituzioni. Non possiamo accettare che il sindaco faccia di noi il suo bersaglio quotidiano, usando epiteti violenti e offensivi o che ci ritragga come scarti che nuocciono al suo personalissimo progetto e alla sua ambizione, violando la privacy delle persone e mettendole alla gogna dei social network. Post, fotografie, video e blitz hanno preso il posto della consueta attività giudiziaria e delle verifiche che ne discendono, con il risultato che le persone coinvolte subiscono gli effetti dello stigma e della criminalizzazione, prima ancora che responsabilità e circostanze siano definitivamente accertate. Ciò ha fatto sì che chiunque, in tutti questi 18 mesi, si sentisse autorizzato a riprendere, fotografare, insultare e criminalizzare l’altro: vicini, concittadini, passanti, automobilisti, dipendenti pubblici e lavoratori informali”.
Per le “Scatenate”, il sindaco ha creato un “clima di odio e intolleranza. La città ha bisogno di lavoro, di servizi, di uguaglianza, di giustizia sociale e di una cultura del rispetto. Ed è per questo che ci mettiamo dalla stessa parte di chi subisce gli attacchi, l’intolleranza e ogni forma di discriminazione possibile”.
Esposti in città diversi striscioni, usando le parole del sindaco per esprimere solidarietà a chi ha subìto attacchi verbali.





