Per il segretario Oceano necessario garantire la qualità dei servizi e i diritti dei lavoratori
“Si ritorna ai soliti vizi e invece di adottare regolare che garantiscano trasparenza, economicità e qualità dei servizi, si propongono soluzioni che prevedono presidenti e consiglieri di amministrazione, direttori generali e esperti, collegi sindacali e consulenti legali. Soluzioni con le quali è possibile trovare collocazione a portaborse e assistenti, fare nuove assunzioni e affari attraverso società intestate a familiari o prestanome naturalmente a carico dei cittadini e sulle spalle dei lavoratori che troppe volte negli ultimi tempi hanno pagato il prezzo di gestioni poco serie-. Così il segretario generale della Cgil di Messina Lillo Oceano, che questa mattina ha partecipato all’incontro a Palazzo Zanca promosso dalle Centrali cooperativistiche sul futuro della gestione dei servizi sociali, commenta le proposte in circolazione.
-Le soluzioni prospettate non si muovono purtroppo nella direzione che avevamo sperato e chiesto. Ad esempio la SISE, la società che gestisce il 118 in Sicilia e che è al centro di una valanga di cause di lavoro, contestazioni della Corte dei Conti e del Ministero dell’Economia, per spese e assunzioni, tanto che la Regione sta decidendo di rescinderle la convenzione e gestire il servizio direttamente o affidarlo ad altri-,spiega Oceano che lancia forte l’allarme: -Se qualcuno vuole cancellare i servizi sociali a Messina e mandare il Comune in dissesto, deve affidarli alla SISE, alla SiSSA o ad una qualsiasi controllata-.
Il segretario generale della Cgil di Messina ricorda come da mesi le organizzazioni sindacali attendano, così come previsto negli accordi sottoscritti, la convocazione del Tavolo che avrebbe dovuto ridisegnare il sistema dei servizi sociali e Messina. -Il Comune non ha ritenuto di dare corso agli accordi che prevedevano la convocazione di un Tavolo con i sindacati per la ridefinizione dei sistema dei servizi sociali. Una scelta che stigmatizziamo anche perché nel nuovo assetto del settore si devono prevedere meccanismi di tutela dei lavoratori e impedire che si verifichino nuovamente casi di cooperative che non rispettano le regole e che non garantiscono i diritti degli assistiti né quelli dei lavoratori-.
La ricetta Cgil per la riorganizzazione dei servizi sociali si basa su 4 pilastri:trasparenza, qualità dei servizi, economicità e rispetto dei diritti delle regole. -Esistono due sole strade, o il Comune gestisce direttamente e senza alcun intermediario i servizi sociali, oppure li affida tramite gare pubbliche capaci di selezionare i gestori sulla base della qualità offerta e dell’affidabilità e non dell’appartenenza politica. In entrambi i casi devono essere assicurati, attraverso regole trasparenti, chiare e inderogabili, i diritti dei cittadini e quelli dei lavoratori. Punti nodali dei quali deve essere garantita la trasparenza e la pubblicità attraverso il libero accesso degli organi di informazione, delle associazioni dei cittadini, delle parti sociali. Solo così si potrà avere un sistema sano che fornisce servizi alla collettività e non un sistema malato che spreca denaro pubblico tra clientele e spese inutili-.
