Ieri incontro organizzato dal gruppo -Rete-No ponte- che annuncia una grande manifestazione per l’otto agosto. A parlare anche la Federazione provinciale dei Verdi: «Il Ponte? L’ennesima beffa per la città»
Il finanziamento accordato dal Cipe per la costruzione del Ponte sullo Stretto,ricompatta il fronte del “No al Ponte”. Finora nessuna eclatante manifestazione, neanche, come ci si poteva, aspettare in occasione della visita messinese del presidente dell’Anas Pietro Ciucci, ma per i prossimi mesi si preannuncia un calendario fitto d’impegni: 28 marzo, partecipazione alla manifestazione nazionale dei sindacati di base. 4 aprile, adesione alla manifestazione nazionale della Cgil. Tra maggio e giugno seminari sul ponte e sulle grandi opere, a luglio iniziativa di piazza a Faro incentrata sulla devastazione di quel territorio in caso di inizio dei lavori, per concludere poi giorno 8 agosto con l’organizzazione di un grande corteo.
Appuntamenti quelli appena elencati, che ieri sono stati presentati in occasione dell’incontro organizzato presso la sede di Legambiente dall’associazione -Rete-No Ponte- e a cui ha preso parte anche una delegazione del movimento calabrese contro la costruzione della grande opera, giudicata assolutamente inutile e devastante per l’intero territorio. Secondo i sostenitori del fronte del No, ad essere assolutamente prive di fondamento sarebbero anche le dichiarazioni relative all’implementazione di decine di migliaia di posti di lavoro. I fondi stanziati per la costruzione dell’opera, è stato affermato nel corso dell’incontro, così come dichiarato in questi giorni da diversi rappresentanti istituzionali, tanto di destra quanto di sinistra, dovrebbero invece essere diretti alla realizzazione di infrastrutture più vicine ai cittadini.
Nel corso del dibattito tenutosi ieri in via dei Verdi, è stata ulteriormente ribadita inoltre la volontà di utilizzare il web e le enormi potenzialità di cui esso è dotato come strumento necessario per attivare la mobilitazione del maggior numero possibile di persone. Il dibattito sul “Ponte si Ponte no” sembra infatti destinato ad occupare un posto centrale anche in seno all’opinione pubblica: ne è chiara dimostrazione, oltre la messa in onda di trasmissioni interamente dedicate al tema, anche un sondaggio condotto a livello nazionale in merito all’impatto ambientale delle grandi opere. Ebbene, il Ponte sullo stretto viene valutato positivamente da poco più della metà dei cittadini intervistati: circa il 52%, che ne appoggia la costruzione.
Tornando però un attimo alle posizioni di carattere politico, non poteva di certo mancare la pungente dichiarazione della Federazione provinciale dei Verdi di Messina: «Dopo il letargo dovuto dallo stop all’opera decretato dal precedente governo, riecco spuntare i “soliti noti” della lobby pro-ponte. In particolare, l’ineffabile Pietro Ciucci, amministratore delegato di una delle società pubbliche più costose ed inutili, la “Stretto di Messina Spa”, rimasta in piedi nonostante la riprovazione generale, grazie al sostegno decisivo del “moralizzatore” Antonio Di Pietro». Per i Verdi il Ponte sullo stretto non rappresenta altro che l’ennesima beffa i danni della città e dei messinesi: «E’ questo ciò di cui realmente abbiamo bisogno? In un territorio devastato dal dissesto idrogeologico, la creazione dell’ennesimo carrozzone pubblico sembra essere solo un insulto al buon senso. Quanto agli ennesimi proclami relativi all’apertura dei cantieri per la realizzazione del Ponte – affermano i Verdi- nel ribadire la nostra decisa posizione contraria all’opera, sottolineiamo come sembra ancor più paradossale, in una fase di grave crisi economica, che ci si affidi ai mercati finanziari per il reperimento di ben quattro miliardi di euro da aggiungere ai 1.3 miliardi stanziati dal CIPE. Il sipario è tolto. La stagione dei grandi spot pubblicitari pro ponte è appena ricominciata»
