Nella terra dove sono morti ammazzati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, il concorso per coprire 55 posti di sostituto vacanti in quattordici Procure è stato un insuccesso. Presentate solo quattro domande. Tre per Palermo e una sola per Catania
«Un disastro dalle tante e profonde ragioni», commenta Luca Palamara, presidente dell’Associazione nazionale magistrati. Il Csm ha bandito un concorso per 205 posti vacanti in 97 diversi uffici, un quarto dei quali è scoperto nella sola Sicilia.
Tra le ragioni del flop: in caso di ripensamento, i giudici, non possono tornare sui propri passi se non dopo cinque anni trascorsi in una regione. Giocano un ruolo decisivo anche la carenza di mezzi tecnici e investigativi in molte aree del Sud e la norma che impedisce di lavorare in Procura ai magistrati di prima nomina.
Per i 12 posti di Palermo si sono fatti avanti in 23, ma 20 magistrati si sono ritirati all’ultimo momento dopo aver saggiato posizione e punteggio personale, mentre a Catania un solo posto su 7 è stato coperto e ritirate ben 11 domande. Per gli altri 12 uffici è stato un vero disastro. Nessuna domanda!!
Tra gli altri, sono -liberi-, 7 posti a Caltanissetta, 6 a Trapani, 4 a Gela e Ragusa, 3 ad Enna, Marsala e Termini Imerese dove, dopo il trasferimento a Palermo di due pm, rimangono solo il procuratore e un sostituto; ed ancora, due ad Agrigento e Nicosia, e uno a Barcellona Pozzo di Gotto, Sciacca e alla Procura dei minori di Caltanissetta.
Inutili gli incentivi (2.500 euro al mese per 4 anni) previsti nel prossimo concorso per 100 Procure le quali vengono definite -non ambite-. Per il presidente dell’Anm, Luca Palamara, gli incentivi dovrebbero andare «anche a chi resta lì a lavorare nei sacrifici». Un esempio a cosa possiamo andare incontro dopo il flop del concorso ci viene da Reggio Calabria dove la forte carenza di giudici ha causato di recente alcune scarcerazioni eccellenti.
