Grioli segretario cittadino del Pd, ma il partito si spacca: in dodici presentano ricorso

Grioli segretario cittadino del Pd, ma il partito si spacca: in dodici presentano ricorso

Redazione

Grioli segretario cittadino del Pd, ma il partito si spacca: in dodici presentano ricorso

venerdì 28 Novembre 2008 - 09:37

L'elezione ieri sera, ma secondo alcuni esponenti (tra cui ex Ds e componenti dell'Area Letta) sarebbe irregolare la costituzione dell'assemblea cittadina, «nominata al di fuori di ogni regola statutaria e norma regolamentare»

Se Sparta piange, Atene non può certo affermare di ridere. Mentre fuochi incrociati rischiano di destabilizzare l’unità della coalizione di centrodestra, soprattutto a Palazzo Zanca, il centrosinistra, e nella fattispecie il Pd, non riesce a organizzare una opposizione degna di questo nome perché troppo impegnata a dirimere uno scontro tutto interno al partito stesso. Ieri sera si è riunita l’assembla cittadina che ha eletto, come ampiamente prevedibile, Giuseppe Grioli (nella foto) segretario comunale del Pd. Il consigliere provinciale segue così le orme del suo -compagno di banco- a Palazzo dei Leoni Pippo Rao, che qualche settimana fa era divenuto segretario provinciale. Ma assodato che sul nome di Grioli c’erano pochi dubbi, a far più rumore è l’ennesima spaccatura che si è consumata nel partito tra la maggioranza che fa riferimento al leader regionale Francantonio Genovese, chiusosi in un preoccupante mutismo sulle vicende cittadine, e l’ala -dissidente- facilmente individuabile negli ex Ds, nella componente Letta (la cosiddetta -associazione 360-) e in quella frangia che comunque non si riconosce nell’ex sindaco.

Una spaccatura che ha assunto, ieri, i connotati formali di un ricorso «avverso la costituzione irregolare dell’Assemblea cittadina del PD di Messina» presentato alle commissioni regionale e nazionale di garanzia del Pd, al coordinatore nazionale del dipartimento organizzazione e ai relativi responsabili nazionale e regionale. Il ricorso, che porta la firma di Angela Bottari, Filippo Panarello, Emilia La Vecchia, Piero David, Antonio Saitta, Paolo Saglimbeni, Francesco Barbalace, Marcello Greco (che, è bene ricordarlo, è capogruppo del Pd in consiglio comunale), Giuseppe Magistro, Antonio Sanfilippo, Franco Cavallaro e Giovanni Frazzica, accende i riflettori sul caos che circonda l’organizzazione territoriale del partito.

«Nella città di Messina – scrivono i dodici – risultano 56 circoli corrispondenti ad altrettanti seggi, anche improvvisati e precari, presso i quali si sono svolte le primarie del 14 ottobre 2007. Formalmente i circoli, tranne qualche positiva eccezione, non sono mai stati costituiti, non se ne conosce la sede, non hanno mai eletto i componenti del Coordinamento dei circoli stessi, nè i delegati all’Assemblea provinciale ed i delegati al Coordinamento cittadino. In nessuna riunione del Coordinamento provinciale è stato deciso il numero dei componenti del Coordinamento cittadino, come previsto da Regolamento, e pertanto l’Assemblea cittadina risulta decisa a tavolino. Tale assemblea cittadina, nominata al di fuori di ogni regola statutaria e norma regolamentare, è stata chiamata ad eleggere il segretario cittadino».

Ecco perché la Bottari e soci presentano ricorso sia contro la nomina dell’assemblea, ritenuta «irregolare», sia contro gli atti compiuti in essa, compresa, naturalmente, l’elezione di Grioli a segretario comunale. I dodici, però, non si limitano a questo, e chiedono agli organi regionali e nazionali «di intervenire nella situazione messinese al fine di consentire quell’agibilità politica che garantisca la vita democratica del Pd, a partire dalla regolare costituzione dei circoli, condizione necessaria per una corretta campagna di adesione e tesseramento».

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