Tram Capolinea sud. Azienda e sindacati di base “in viaggio” su binari paralleli

Tram Capolinea sud. Azienda e sindacati di base “in viaggio” su binari paralleli

Redazione

Tram Capolinea sud. Azienda e sindacati di base “in viaggio” su binari paralleli

lunedì 27 Aprile 2009 - 22:04

Il binario della discordia, quello del capolinea sud, continua a dividere: dopo la proposta di OrSa e Rsu di modificare il progetto della linea tranviaria e la replica dei vertici Atm, la “palla” passa di nuovo ai sindacati: «Quelle dei dirigenti non sono spiegazioni plausibili»

Continua il botta e risposta tra vertici Atm e organizzazioni sindacali autonome sul progetto per la messa appunto della linea tranviaria al nuovo terminal di Gazzi. Ad innescare la miccia di una querelle che si arricchisce di nuovi “fermate”, la proposta avanzata dai rappresentanti di OrSa e Rsu Giovanni Conti e Giovanni Bugio, di rivedere il progetto in esame poiché l’installazione di due scambi a distanza di 100 metri, comporterebbe, a detta dei sindacati, solo gravose spese di installazione (80 mila euro) e di perpetua manutenzione. Per i due rappresentanti sarebbe piuttosto utile riattivare quella parte di binario che rimane inutilizzato, per una spesa totale che si aggira intorno ai 5 mila euro

Una proposta a cui a qualche giorno di distanza, per la precisione ieri pomeriggio, segue la replica/smentita del commissario Cristofaro La Corte, del direttore generale Claudio Conte e del direttore del servizio Tranvia Domenico Signorelli che oltre a considerare l’idea avanzata dai sindacalisti priva di valide argomentazioni tecniche a supporto, hanno ribadito che quanto contestato da OrSa e Rsu è stato previsto dagli stessi progettisti della linea tranviaria e gode altresì di copertura finanziaria.

Dichiarazioni quest’ultime che per l’OrSa non sono per questo una ragione sufficiente a giustificare «l’aumento di costi, tempi di attesa e mantenere un solo binario per il doppio senso di marcia». Il segretario dell’OrSa Trasporti Maurizio Riposo punta dunque il dito contro le presunte spiegazioni fornite dai vertici aziendali, ponendo una serie di interrogativi rispetto alle responsabilità di una situazione che, è proprio il caso di dirlo, giunge ad un binario tutt’altro che morto: «Se l’istallazione dello scambio automatico in via Fermi era dotata della copertura economica, perché non si è realizzato subito e si è preferito spendere oltre 300.000 euro in sei anni per pagare lo straordinario agli operatori impiegati nello scambio manuale?» domanda il sindacalista.

Una sola dunque la conclusione a cui giunge il segretario provinciale Riposo: «Se, come lasciano intendere i vertici Atm, attualmente non sussiste alcuna forma di sperpero di denaro pubblico, di conseguenza qualcuno lo avrebbe sperperato quando è stato previsto e costruito un binario per ogni senso di marcia. E per quanto ci risulta – affonda il segretario – gran parte degli attuali responsabili e tecnici aziendali erano in forza all’Azienda Trasporti Municipalizzata anche in illo tempore. Nessuno di loro – conclude – si è accorto ed ha avvisato chi di dovere che il doppio binario non serviva a nulla?»

Parole che non lasciano scanso ad equivoci quelle spese dal rappresentante dell’OrSa che afferma inoltre l’intenzione di percorrere qualsiasi strada necessaria, anche quella della Corte dei Conti, «per evitare il perpetrarsi di infelici investimenti a danno dell’azienda pubblica». I sindacati non si tirano poi indietro alla possibilità di un confronto tecnico-pubblico, anzi ne ribadiscono la necessità, con l’azienda e l’assessorato competente per far luce su una situazione che, almeno per il momento, sembra procedere su due binari inesorabilmente paralleli.

(foto Dino Sturiale)

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