Ex brigadiere delle Fiamme gialle in manette per truffa

Ex brigadiere delle Fiamme gialle in manette per truffa

Redazione

Ex brigadiere delle Fiamme gialle in manette per truffa

mercoledì 29 Aprile 2009 - 09:15

Ad arrestarlo i colleghi della Guardi di Finanza. Numerosi gli episodi di frode documenti dai finanzieri

Hanno arrestato un loro ex collega. Le accuse vanno dalla truffa al millantato credito e comprendono anche sostituzione di persona ed insolvenza fraudolenta. La Guardia di Finanza ha messo le manette ai polsi di Pasquale Triolo , 50 anni, ex brigadiere del Corpo della Guardia di Finanza ed in congedo dal febbraio 2005. L’arresto è stato eseguito dai finanzieri in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Gip, Mariangela Nastasi, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, Fabrizio Monaco. Triolo, in servizio a Messina negli anni dal 1992 al 1995, si sarebbe reso protagonista di diversi episodi di truffa, millantato credito, sostituzione di persona ed insolvenza fraudolenta. Spacciandosi per Maresciallo del Corpo in servizio a Messina o presso il G.I.C.O. di Catania, avrebbe avvicinato di volta in volta imprenditori locali, promettendo la propria intercessione presso i superiori o direttamente presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate, paventando l’avvio di verifiche fiscali connotate da pesanti profili sanzionatori, o assicurando il buon esito di quelle già in corso.

Come emrso dalle indagini il cinquantenne ex brigadiere avrebbe raggirato gli anziani genitori di un giovane finanziere in servizio presso una Brigata del Corpo di confine con la Svizzera, promettendo il proprio interessamento affinché quest’ultimo ottenesse il trasferimento alla sede di Messina. Approfittando delle condizioni di salute degli ignari anziani, richiedeva loro cospicue somme di denaro per far fronte alle spese da sostenere per le trasferte a Roma necessarie per perorare la causa del figlio.

In altri episodi, Triolo, sempre qualificandosi come appartenente al Corpo si sarebbe recato presso diversi centri di scommesse cittadini, effettuando giocate o ricariche telefoniche a credito, senza però provvedere al loro pagamento.

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