Nuoto e socialità per 18 bambini autistici a Villa Boris Giuliano

Nuoto e socialità per 18 bambini autistici a Villa Boris Giuliano

Redazione

Nuoto e socialità per 18 bambini autistici a Villa Boris Giuliano

sabato 16 Settembre 2023 - 09:45

Il progetto Ri-connettersi è stato portato avanti per la seconda estate consecutiva

MESSINA – Un’altra estate di sport e socialità per i bambini con Asd, Disturbo dello spettro autistico, e per le loro famiglie, accolti negli spazi della Villa Boris Giuliano, bene confiscato alla mafia e riqualificato, con piscina e campi da tennis, messo a disposizione della cooperativa sociale EcosMed anche per la stagione 2023. Il progetto Ri-connettersi è stato portato avanti per la seconda estate di fila con l’obiettivo di promuovere il benessere complessivo dei nuclei familiari con bambini che vivono questo tipo di Disturbo e quindi anche generare e favorire processi di socializzazione dei bimbi, in un ambiente bello ed emotivamente caldo e a supportare le famiglie, per farle sentire parte di una rete che le accoglie e le sostiene nei diversi aspetti del loro vissuto

30 bambini in due anni: 18 nell’estate 2023

Sono stati 30 i bambini in due anni a partecipare alle attività legate al progetto, 18 nella sola estate 2023, a partire dai 4 anni in su. A gestire le attività sportive di Villa Boris Giuliano è stata l’associazione Onde Blu, uno dei partner di Ri-connettersi, che ha come capofila la fondazione Me.S.S.I.n.A. Al fianco di Onde Blu anche il Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Scienze Applicate e Sistemi Intelligenti di Messina, l’Associazione Linea Curva, Solidarity ed Energy Impresa Sociale, il Cevas, gli Istituti comprensivi La Pira gentiluomo e La Pira San Francesco di Paola.

Gli obiettivi: stimolare la socializzazione attraverso il nuoto

Un vero e proprio “social club” quello di Villa Boris Giuliano, poiché l’obiettivo principale è proprio stimolare la socializzazione attraverso il nuoto. Lo spiega l’allenatrice Giovanna Amelotti, presidente dell’associazione: “Per questi bambini è particolarmente importante perché supporta la coordinazione dei movimenti e lo sviluppo progressivo di forme di autonomia”.

Divisi in piccoli gruppi omogenei, sulla base delle caratteristiche di ognuno, i bimbi sono stati seguiti da operatori specializzati che, attraverso il gioco, li hanno supportati nel gestire i movimenti in acqua e accompagnati nello sviluppo della coordinazione. “È un tipo di intervento – spiega l’allenatrice – che consiste nel trasferire le abilità psicomotorie educative classiche nel mondo dell’acqua, partendo dalla convinzione che capacità motorie, percezione sensoriale, sviluppo intellettuale, tutti insieme, costituiscono l’individuo. Anche per questo utilizziamo metodi di comunicazione verbale e non verbale e tecniche di mediazione fisica che facilitano i processi di integrazione tra diversi livelli espressivi e cognitivi”. Insieme alle attività in piscina, si è lavorato inoltre per sviluppare e migliorare l’autonomia personale di base come togliersi e indossare le scarpe, mettersi la cuffietta, asciugarsi, vestirsi e spogliarsi, riordinare i vestiti.

Giunta: “Ri-connettersi promuove ambienti inclusivi”

Gaetano Giunta, coordinatore e fondatore di Fondazione Me.S.S.I.n.A, ha raccontato: “Con Ri-connettersi nasce un sistema socio-economico che promuove ambienti accessibili, inclusivi e accoglienti e che quindi costituisce un importante determinate di salute dei bimbi con ASD e delle loro famiglie. Sviluppa, infatti, una filiera integrata di interventi progressivi finalizzati a promuovere lo sviluppo emotivo e cognitivo dei beneficiari e la loro inclusione sociale. Per le sue caratteristiche fortemente innovative il progetto rappresenta un modello, ispirato a forme evolute di welfare di comunità, che, terminata la sperimentazione, sarà sottoposto per la valutazione all’Istituto Superiore di Sanità”.

I laboratori

Nell’ambito del progetto, infatti, in scenari interattivi virtuali progettati appositamente e ospitati nella sala immersiva del Museo d’Arte Contemporanea della Fondazione Horcynus Orca, le ricercatrici dell’Irib-Cnr di Messina hanno ideato e stanno curando laboratori che, in un ambiente sensibile, abilitante e protetto, quindi rassicurante, sperimentano con i bambini percorsi graduali e personalizzati capaci di svilupparne e potenziarne gli aspetti affettivi e cognitivi. In questo contesto, i bambini – in un rapporto di uno a uno con le operatrici – si confrontano con il “Protocollo di Attivazione Visiva”: una serie di giochi visivi di associazione logica rivolti proprio a rafforzare la loro attenzione. Un’attività ancora in corso che è anche di ricerca e sta dando risultati di grande interesse rispetto a una metodologia innovativa – quella del percorso in una sala immersiva – in vista di una sua validazione.

Questi interventi si integrano poi con le iniziative formative, sviluppate in cinque scuole del messinese da La Linea Curva, associazione di familiari di bimbi con Disturbi dello Spettro Autistico, rivolte gli insegnanti e al “gruppo classe” con l’obiettivo di sviluppare competenze di peer support e rafforzare la Comunità Educante. Obiettivo in cui rientra anche il supporto alle famiglie attraverso il parent coaching. Percorsi molto partecipati che continueranno anche nel corso di questo anno scolastico.

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