Attesa per l'interrogatorio di garanzia del 35enne e la denuncia della mamma della vittima: "Nessun sostegno"
MESSINA – Non si farà attendere il confronto col giudice per le indagini preliminari Tiziana Leanza, che ha autorizzato l’arresto in carcere di Giulio Chiofalo, il docente di 35 anni accusato di molestie nei confronti di allievi minorenni dell’istituto Jaci. L’uomo sarà presto interrogato e potrà fornire la sua versione dei fatti. Durante le indagini il docente, ascoltato dai Carabinieri, ha ribaltato le accuse, dicendosi ricattato da parte di tre dei suoi allievi. Sarà ora il prosieguo degli accertamenti a chiarire tutti i particolari, intanto è scattato il provvedimento del giudice, chiesto ed ottenuto dal sostituto procuratore Roberto Conte che coordina le attività della sezione di polizia giudiziaria dell’Arma.
Lo sfogo della madre
Con l’arresto del docente, la famiglia del ragazzino che ha denunciato le molestie tira un sospiro di sollievo. Ma è un sospiro amaro, per la madre del diciassettenne, che si dice “Abbandonata”. La donna racconta di non aver avuto alcun gesto di sostegno dalle istituzioni scolastiche, che hanno sospeso il trentacinquenne dalla docenza: “Neppure una telefonata” e racconta dell’assenza di un programma di accompagnamento psicosociale. Una denuncia che riaccende i riflettori sul tema dei servizi sociali per i minori che a Messina vivono un momento di fortissimo sottodimensionamento.
La denuncia
La famiglia si è affidata all’avvocato Massimo Rizzo, che ha messo nero su bianco la denuncia, presentata a ottobre scorso. E’ stata proprio la madre a raccontare di essersi insospettita quando il figlio ha cominciato a tornare a casa con parecchi soldi in tasca. Sono poi arrivati telefonini costosi, una playstation, persino un motorino. Proprio l’intestazione del veicolo ha permesso alla madre di dare un nome a chi c’era dietro quelle stranezze: l’insegnante di inglese dell’istituto. Da lì, convincendo il figlio a parlare, è stata la progressiva scoperta di un incubo: il giovane ha raccontato degli incontri di natura sessuale col docente, le molestie anche in classe, gli incontri in auto e gli inviti rivolti ad altri suoi compagni.
L’inchiesta
L’inchiesta al momento ha fatto quadrato soltanto sull’episodio al centro della denuncia ed ora le indagini sono concentrate sul chiarire proprio se si tratta di un fatto singolo o se, come sembra, sono più d’uno i ragazzi coinvolti. Dai primi accertamenti pare che gli stessi episodi sono stati segnalati al liceo Archimede, dove il trentacinquenne insegnava prima del trasferimento allo Jaci. Fondamentali saranno anche i risultati degli accertamenti sui telefoni e i computer sequestrati, sia ai ragazzi che all’arrestato, soprattutto per verificare i tentativi di estorsione da parte del diciassettenne ed altri suoi due compagni, denunciati dall’uomo. Su questa pista lavora la Procura dei minori, il caso è affidato al sostituto Andrea Pagano.

Auspicabile una condanna rapida ed esemplare per una persona simile-vergognosa l’assenza delle istituzioni -meritiamo a pieno titolo di essere fra le ultime citta’ d’italia
Intanto , un giusto ed equo processo
Non giova inoltre alla Scuola Italiana consentire il persistere di infantili atteggiamenti da parte di qualche “baby” docente che si arroga il diritto di bollare qualche alunno/a con mortificanti e poco simpatiche espressioni come “per me tu puoi solo andare a vendere noccioline”. Penso anzi che sarebbe ben piu’ opportuna una dura e netta censura Ministeriale senza se e senza ma. Com’era bello, invece, il Liceo che ho frequentato, da giovane, quando cioe’ la solida esperienza didattica e professionale della classe docente sapeva motivare noi giovani ad apprendere, stimolando in noi l’ interesse e la giovanile curiosita’ di conoscere. E’ questo il Liceo che voglio per i miei figli e nipoti. Ho fede che cio’ accada presto.