Colpo di scena nel ricorso contro le elezioni, il Tar di Palermo rimanda a Catania la sentenza

Colpo di scena nel ricorso contro le elezioni, il Tar di Palermo rimanda a Catania la sentenza

Marco Olivieri

Colpo di scena nel ricorso contro le elezioni, il Tar di Palermo rimanda a Catania la sentenza

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mercoledì 22 Aprile 2026 - 20:41

Oggi la decisione nel capoluogo, comunicata dall'avvocato Giorgianni. Per l'ex senatore, Basile si doveva dimettere prima e non si dovrebbe votare il 24 e 25 maggio a Messina

Eravamo rimasti che si doveva pronunciare Palermo, con il suo Tribunale amministrativo regionale. Ma arriva una nota dell’avvocato Angelo Giorgianni e c’è il colpo di scena: “Ieri si è discusso al Tar Catania il ricorso avverso l’indizione delle elezioni comunali di Messina da me presentato insieme ad un altro collega, Paolo Starvaggi. La difesa del Comune di Messina, per evitare che il Tar si pronunciasse, ha sollevato un’eccezione che determinava il trasferimento del fascicolo a Catania, trasmesso ieri stesso. Oggi il Tar di Palermo ha rigettato l’eccezione del Comune di Messina e ha rimandato a Catania il fascicolo per decidere sulla sospensiva delle elezioni comunali. Ora attendiamo che il Tar di Catania si pronunci”.

I legali sostengono che Federico Basile si sia dimesso con tre giorni di ritardo. E che il commissariamento potrebbe durare un anno. Ma la Regione siciliana ha risposto che non ci sono stati errori. E che prevale la normativa regionale. Da qui il contenzioso giuridico. E Starvaggi e Giorgianni, quest’ultimo ex magistrato ed ex senatore e sottosegretario, hanno investito della questione il Tribunale amministrativo regionale.

Giorgianni: “De Luca e Basile non sono bravi in matematica, le dimissioni sono tardive”

Oggi al fianco di Gaetano Sciacca candidato sindaco, Angelo Giorgianni (nella foto) così ha motivato la sua presa di posizione: “Arriveremo a maggio con un commissariamento che doveva durare tre mesi ma che rischia di durare un anno. Non so se Cateno De Luca o il suo staff hanno sbagliato. Forse non sono bravi in matematica. Occhio alle date. Basile si è dimesso il 7 febbraio 2026. Qualcuno pensava che sarebbe tornato indietro ma non lo ha fatto. E sono diventate definitive ed efficaci giorno 27. I conti non tornano. Dal 7 al 27? La finestra per votare a maggio si chiudeva il 24, quindi ci sono tre giorni di ritardo. Lo dice la giurisprudenza”.

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