Le federazioni dei pensionati di Cgil, Cisl ed Uil, con una nota di protesta nei confronti dell’Inps e del Ministero del Lavoro, definiscono disumano il comportamento dell’istituto previdenziale nei confronti dei titolari di social card privati di quel miserevole importo mensile che comunque contribuisce alla loro sopravvivenza. La nota, a firma dei tre segretari generali Locorotondo, Muscolino e Catania, è stata inviata al presidente della Repubblica per richiedere il Suo autorevole intervento ed alle confederazioni e federazioni nazionali affinché spendano il loro peso a favore delle persone in condizioni di particolare disagio economico. Come si ricorderà la carta acquisti è prevista per i soggetti in età non inferiore ai 65 anni ed in età inferiore a tre anni che non abbiano trattamenti economici oltre i 6000 euro ISEE (indicatore situazione economica equivalente). Il possesso dei requisiti e la validità delle dichiarazioni sono stati attestati dagli interessati all’atto della domanda. L’importo annuale della concessione è pari a euro 480,00 ed è accreditata ogni bimestre con euro 80. La carta acquisti può essere cumulata con il bonus famiglia e/o con la quattordicesima che “non costituisce reddito né ai fini fiscali né ai fini della corresponsione di prestazioni previdenziali ed assistenziali”.In provincia di Messina sono state circa 10mila le carte rilasciate, pressoché come nell’intera Emilia Romagna, a conferma del diffusissimo livello di povertà esistente fra i pensionati. In questi giorni tantissimi hanno ricevuto l’amara sorpresa di trovare la carta non ricaricata e/o di ricevere una comunicazione nella quale si invita il destinatario a presentare istanza di riesame e una nuova dichiarazione ISEE. Queste procedure contorte testimoniano – affermano i sindacati – quanto giusta fosse la loro richiesta, disattesa dal governo, di inserire il beneficio direttamente sull’importo della pensione a favore degli aventi diritto peraltro noti all’istituto previdenziale.“Si è voluto introdurre un meccanismo infernale per premiare poste, circuiti commerciali, bancari ed informatici e per complicare la vita ed umiliare la povera gente. Si chiede – concludono SPI,FNP e UILP – una semplificazione delle procedure e comunque di non lasciare mai nessuno solo fino alla prova della mancanza dei titoli.”
