Secondo l'avvocato Medina, il Cga non "ha stabilito alcuna comproprietà". La palla torna al Tar
ALI’ TERME – Controversia sulla proprietà del cimitero. L’avvocato Nunziato Antonio Medina, legale roccalumerese del Foro di Messina, che ha assistito il Comune di Alì Terme nel giudizio davanti al Consiglio di giustizia amministrativa sul contenzioso con il Comune di Alì, è intervenuto con una nota sulla vicenda. “La decisione del Cga, per gli addetti ai lavori, è di piana lettura – evidenzia l’avvocato Medica – l’unico punto fermo, al momento, è che siamo al nulla di fatto. Capisco che fino a ieri c’era in giro un Babbo Natale, che portava regali a destra e a manca, e che questo era il periodo giusto per parlare di “doni”, ma ora che il Natale è passato è bene tornare alla realtà e dare una corretta informazione”.
“Il Cga non ha deciso sulla proprietà”
L’avvocato Medina spiega quello secondo il suo parere è “l’unico attuale e vero punto di approdo della vicenda”. “Nel caso che ci occupa – prosegue – il Cga non ha statuito e dichiarato alcuna comproprietà del Cimitero e non ha, neppure, deciso sulla legittimità dei provvedimenti impugnati, che non sono stati annullati, ma ha soltanto censurato l’errore del Tar per avere quest’ultimo declinato la giurisdizione di merito nella vicenda che ci occupa; posto che, secondo l’interpretazione datane dal Cga, la questione, prim’ancora che in un diniego edilizio alla realizzazione dei n. 48 loculi, si sostanzia in una contesa sulla titolarità di una porzione di territorio, e quindi in una possibile questione riguardante la corretta delimitazione dei confini territoriali tra i due Comuni. La sentenza di primo grado è stata annullata soltanto per questa ragione e la causa è stata rimandata al Tar affinché quest’ultimo possa procedere ad un nuovo scrutinio dei motivi di ricorso e decidere nel merito. A questo punto, le parti (ovviamente, chi ne abbia interesse) devono riassumere il giudizio entro 90 giorni, pena la sua estinzione”.
“Tutto quanto abbia opinato o argomentato il Cga – prosegue il legale del Comune di Alì Terme – l’unica statuizione della sentenza è quella in punto di giurisdizione, che è cosa ben diversa, però, dal riconoscimento di una comproprietà demaniale sul Cimitero, che da questa sentenza non si può fare discendere. In ogni caso, il Tar nel procedere al nuovo scrutinio del ricorso non sarebbe affatto vincolato al contenuto della decisione da adottare. Certamente, se estrapoliamo e riportiamo parti della motivazione di una sentenza, così come di un qualsiasi discorso, possiamo fare intendere, a chi ci legge o ci ascolta, ciò che più ci aggrada, ma rischiamo di fare un torto al diritto, alla stessa decisione che commentiamo ed alla buona fede del giudice che l’ha emessa. Insomma, dopo tre anni di causa siamo punto e accapo; con un rischio ulteriore: che il contenzioso possa durare ancora più a lungo. Non ritengo, sinceramente, che sia una sentenza storica, tutt’altro. A mio parere si tratta di una normalissima sentenza di rimessione al giudice di primo grado – aggiunge l’avv. Medina – in cui nulla ancora è definitivamente deciso”.
“Lontani della soluzione della vicenda”
L’avvocato roccalumerese ha già consegnato al sindaco di Alì Terme una corposa relazione, con allegata sentenza del Cga, contenente le sue considerazioni giuridiche, ancor prima delle dichiarazioni a mezzo stampa dello stesso primo cittadino, “senza che egli, o altri, dal Comune che amministra – precisa – mi abbia avanzato alcuna richiesta in tal senso o abbia sentito, anche solo l’opportunità di interpellarmi. Le conclusioni consegnano un quadro assai diverso da quello rappresentato: “In questa sentenza – conclude l’avv. Medina – non ci sono diritti su cui il Cga abbia statuito, né indennizzi da pretendere da parte di alcuna comunità; c’è piuttosto da riflettere sul fatto che, in prima battuta, il Tar non ha statuito sulla titolarità dell’area ritenendola controversa e che, poi, il Cga ha rimesso la palla al Tar. Insomma, siamo ben lontani dalla soluzione definitiva di questa vicenda, almeno in sede giudiziale. Certamente, le attuali amministrazioni dei due Comuni potranno scegliere, nell’interesse delle collettività che rappresentano, come regolare i loro rapporti sul Cimitero e quale sia, tra quelle giuridicamente percorribili, la maniera più corretta per farlo, ma questa è un’altra storia”.

L’unico Babbo Natale è il comune che paga con i soldi dei cittadini gli avvocati per questa controversia. Cittadini, non votate questi sindaci.