«Non ha senso la definizione di uno strumento così importante, se lo stesso non verrebbe approvato anche da chi dovrà usufruirne»
Nota del coordinatore del “Comitato Spontaneo Pendolari Me-Ct-Sr”, Giosuè Malaponti, riguardante il contratto di servizio tra Regione siciliana e Trenitalia.
Malaponti, osservando come la Sicilia sia una delle due regioni italiane a non avere ancora il Contratto di servizio, apprende dalla stampa e dalla news del Dipartimento trasporti dell’assessorato regionale dell’avanzamento delle trattative tra Regione Siciliana e Trenitalia per la stesura definitiva del testo del primo Contratto di Servizio.
Il coordinatore chiede di “ufficializzare un tavolo tecnico che veda oltre a Regione e Trenitalia anche una rappresentanza dei Comitati pendolari siciliani”.
Fa presente inoltre al Direttore Generale dei Trasporti, che occorre dare e fare una attenta ed adeguata programmazione dei servizi ferroviari nell’ambito di ciascuna provincia ed è necessario, tra l’altro, realizzare degli investimenti per il rinnovo del materiale rotabile, allo stato attuale, troppo vetusto.
Se l’obiettivo del governo regionale è siglare l’accordo in tempi brevissimi, come ha dichiarato il Vicepresidente della Regione siciliana e Assessore ai Trasporti Giambattista Bufardeci l’obiettivo per i pendolari è quello di «essere parte attiva in uno strumento che li vede allo stesso tempo protagonisti e maggiori fruitori, poiché non avrebbe sicuramente senso la definizione di uno strumento così importante, se lo stesso, verrebbe realizzato solamente da chi deve vendere un servizio e da chi invece lo deve acquistare nell’interesse di tutti i siciliani che da anni lo attendono».
Per questi motivi Malaponti ritiene doveroso che il testo del Contratto di Servizio prima della stesura finale, venga sottoposto ai rappresentanti dei comitati dei pendolari siciliani, per l’apporto che gli stessi potranno dare alla realizzazione di uno strumento che potrebbe (e dovrebbe) essere a misura del pendolare stesso.
«Non vorremmo trovarci – conclude Malaponti – di fronte ad un nuovo strumento che, anziché migliorare le condizioni di trasporto renda ancor di più difficile la vita a noi pendolari ed ai Siciliani».
