Delirio di onnipotenza
Messina
Delirio di onnipotenza
L’ultima settimana, appena trascorsa, ho avuto il piacere di vedere il direttore di uno dei più grandi istituti di vigilanza di Messina ammalarsi di quella malattia, che purtroppo prende e attanaglia chi si convince di essere l’unico nel suo genere, comunemente chiamata delirio di onnipotenza.
E’ atroce come un becchino e lugubre come un guardiano notturno di un cimitero. Ombra nera tra le ombre nere che grazie ai misteri delle cupe sacrestie del denaro,si erge come la morte che agita la sua infallibile falce, eccolo, qui, nell’interezza della sua persona, a porsi come dittatore della vigilanza messinese.
Vuole tutto e crede di comprare tutto anime comprese, facendo terra bruciata attorno agli altri istituti di vigilanza, con la completa complicità del mondo della vigilanza e di alcune istituzioni che fanno finta di non vedere e di non sapere .
Squinterna i lavoratori, assegna i servizi che vuole, li sbalza da qui e di li come fa il vento con le foglie secche, in questa bolgia infernale, chiamata vigilanza privata ci sono peccatori e no, ma il novello cerbero attanaglia con le sue fauci tutti coloro che gli pongono davanti, (voglio ricordare che Cerbero è solo il guardiano, l’esecutore, colui che incute paura ma non comanda).
Assistiamo ad un classico sempre attuale, forte con i deboli e molto debole con i forti.
Tutti gli inetti che hanno ricoperto quel ruolo, come lui, procedono per convulsioni onde coprire il vuoto della loro azione, tutti gli impotenti hanno bisogno di proclamare e sbandierare la loro forza fisica e virilità. Bene. Il delirio di cui sono affetti ha avuto come risultato che parecchi lavoratori sono stanchi di essere sballottati e/o minacciati con la perdita del posto di lavoro, la mie lettere comprese quelle di denuncia sono appena cominciate e ne nascerà uno scontro che spero porti alla scoperta della verità nel torbido mondo della vigilanza messinese, inoltre voglio ricordare a Golia che Davide è ancora vivo, si era semplicemente assopito ma l’arroganza di certi individui lo ha risvegliato e spero che con l’aiuto delle istituzioni che sono state messe al corrente di alcune vicende, di ottenere quel poco di giustizia che tanti padri di famiglia si aspettano.
I tempi del caporalato sono finiti da un pezzo e ci vuole una bella maschera per nascondere tutto questo. Ma stavolta ha trovato terreno duro anzi durissimo, ribatteremo colpo su colpo anche pubblicamente, senza esitazione e senza farci intimorire, esprimo la mia solidarietà a tutte le guardie giurate che in questo momento funesto si sentono defraudati dei loro più elementari diritti.
23/10/2008
