L'amministratore delegato Campolo mette in guardia da chi s'improvvisa e invoca una legge nazionale per il settore
“L’Home Restaurant è uno dei settori del futuro. Già riceve grandissima attenzione. Si può decidere in uno spazio casalingo di cucinare per gli altri ma bisogna rispettare le regole. Purtroppo manca una normativa nazionale che regolamenti il settore. Tuttavia, alcune disposizioni vanno osservate”. Gaetano Campolo, amministratore delegato della piattaforma Home restaurant Hotel srl, con sede in Calabria, ha più di mille associati. E, in caso di abusi, sollecita “un intervento da parte delle autorità locali, inclusa la questura di Messina, per contrastare le violazioni delle regole”.
“Ecco come mettersi in regola”
Non a caso nel 2021 aveva avviato anche dei corsi online su come aprire questa sorta di ristoranti casalinghi (fonte Ansa). “Diventano luogo d’incontro occasionale per amici, viaggiatori o semplicemente sconosciuti che hanno interesse a condividere ricette, sapori autentici e specialità, oltre che sperimentare una nuova socialità”, spiega Campolo. E, di recente, anche sul Corriere della Sera, ha evidenziato le regole per inaugurare un Home Restaurant: “In assenza di una legislazione specifica, è essenziale comunicare in Questura l’attività, cosa che noi facciamo per tutti i nostri iscritti. Ci sono molte attività che si spacciano per Home Restaurant ma che, in realtà, operano come ristoranti tradizionali senza rispettare le regole. Contro questo fenomeno ci stiamo battendo. L’attenzione dovrebbe concentrarsi sulla richiesta al governo di una legge di settore, anziché promuovere pratiche illegali”.
Oltre alla comunicazione in questura, è indispensabile rispettare il limite di tre aperture settimanali e fatturare non più di 5.000 euro all’anno, con rilascio di ricevuta non fiscale. Aggiunge l’amministratore delegato: “Il nostro faro è l’articolo 41 della Costituzione, che tutela la libertà di iniziativa economica privata. Ma da tanti anni, non smetterò di ripeterlo, invochiamo un quadro normativo chiaro”.
