Strage di capre ad Alicudi, animalisti accusano le reti abusive

Strage di capre ad Alicudi, animalisti accusano le reti abusive

Alessandra Serio

Strage di capre ad Alicudi, animalisti accusano le reti abusive

giovedì 01 Agosto 2024 - 13:37

Istanza delle sigle per la fine del bracconaggio, chiesti interventi per evitare emergenza sanitaria: gli animali morti rimasti a imputridire sotto il sole

Strage di capre selvatiche ad Alicudi, dove gli animalisti puntano il dito contro le reti abusive collocate dai privati per arginare i problemi creati ai terreni dagli animali, senza attendere l’intervento pubblico pur programmato.

La Lndc Animal Protection, Lav, Vitadacani e la Rete dei Santuari animali liberi hanno diffuso le immagini agghiaccianti che documentano la tremenda morte alla quale sono andate incontro in questi giorni numerose capre selvatiche rimaste impigliate in reti da pesca posizionate dai privati. Il Comune di Lipari ha programmato una attività di cattura ma le reti a quanto pare non sono nel programma dell’intervento pubblico. E’ successo a Pianicello, in un’ampia area dove gli animali morti stanno ora imputridendo sotto il sole cocente.

Le sigle animaliste hanno chiesto con un’istanza alle autorità preposte di intervenire urgentemente per rimuovere subito questa ed eventuali altre reti sull’isola, piazzate con questa crudele finalità. Sono numerose, infatti, le capre rimaste impigliate, lasciate lì intrappolate e agonizzanti fino alla morte, mentre ora i primi cadaveri stanno imputridendo al sole. 

 “Dalle foto e dai video che abbiamo a disposizione si vedono unicamente due corpi di animali senza vita, ma ogni giorno nuove capre rischiano di rimanere impigliate e di rimetterci la vita”, hanno affermato le associazioni.

Chiediamo non solo che venga subito rimossa questa rete, ma anche chi si verifichi l’eventuale presenza di altre trappole simili in tutta l’isola e che siano individuati e perseguiti penalmente i responsabili di tale condotta, che possono integrare i reati di maltrattamento di animali, uccisione e bracconaggio. Come più volte dichiarato, ribadiamo che siamo disponibili al confronto e alla collaborazione con le autorità preposte, a partire dal Comune di Lipari che fino a oggi ha ignorato le nostre richieste, al fine di individuare insieme una strada comune e condivisibile, sia per il bene degli animali sia per la percezione dell’isola stessa nel mondo. Confidiamo nell’attivazione concreta e veloce di un provvedimento”.

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