Fronte docente -spaccato-. C'è chi parla di circa un centinaio di professori favorevoli alle dimissioni e chi invece dichiara non più di 35. Per i pro-rettori -maliziosi- coloro che non ne ricoscono il buon operato
Stavolta l’invito rivolto al Rettore Tomasello di rassegnare al più presto le sue dimissioni, considerato un atto di responsabilità nei confronti dell’immagine dell’Ateneo come sostenuto anche dal professore Antonio Saitta, proviene dall’associazione -Laboratorio Università-. Associazione composta però non da docenti universitari e non da studenti, segno quest’ultimo che conferma una forse inevitabile frattura all’interno del mondo accademico.
Ciò che a questo punto risulta però necessario capire è se quanto si sta verificando fra i corridoi dell’Ateneo, sia il frutto di nuovi e vecchi -rancori- che approfittando del difficile momento stanno emergendo tra le acque in subbuglio dell’Università di Messina o se al contrario stia venendo fuori una reale esigenza di rinnovamento. Rinnovamento che lo stesso Tomasello dall’inizio del suo mandato ha dichiarato di voler apportare, così come confermato in una delle ultime sedute del senato accademico, ma i cui metodi non sembrano però da tutti essere condivisi.
Decifrare la situazione non è facile in un momento come questo in cui a contrapporsi sono voci in netta antitesi e lo si riesce a dedurre proprio dai numeri: se infatti sul versante Laboratorio Università c’è chi sostiene che i professori ad aver -votato- per le dimissioni di Tomasello siano stati circa un centinaio, dall’altra parte, voci vicine al rettore affermano che il numero dei favorevoli si aggiri solo intorno a trentacinque. Se dunque è vero che, in situazioni di questo tipo il numero può fare la -forza-, riteniamo sia tuttavia importante rilevare un altro dato o meglio un altro messaggio contenuto nel documento dell’associazione Laboratorio Università, la quale si «auspica che il Magnifico Rettore, proprio per l’ampio consenso che lo ha accompagnato alla guida dell’Università, sappia interpretare, in un momento così difficile per l’Ateneo di Messina, l’alto ruolo di garanzia e di rappresentanza che riveste, rimettendo il mandato e così distinguendo la propria vicenda personale dai destini dell’Istituzione».
Parole utilizzate con grande precisione e senza mai sbilanciarsi forse riescono un pò ad -indorare- la pillola, meno crude e decisamente più -accademiche- rispetto a quelle sentite nell’ultimo periodo, ma che non cambiano poi più di tanto la sostanza dei fatti,ovvero la volontà di alcuni che Tomasello abbandoni la sua poltrona. Questa la richiesta finale che proviene da Laboratorio Università che attraverso un’ampia premessa illustra e spiega le ragioni che hanno portato a tale decisione. Ragioni che si materializzano nell’attuale crisi che investe le Università Italiane, e con aspetti peculiari l’Ateneo messinese, e che mette in discussione il rapporto dell’istituzione con l’opinione pubblica, da cui deriva dunque una condizione di profondo disagio all’interno della comunità accademica. Su cui peraltro incombono -degenerazioni familistiche, smanie di controllo dirigistico delle procedure di selezione, indecorosa proliferazione dei corsi d’insegnamento e polverizzazione tendenzialmente suicida delle sedi di ateneo: tutti fenomeni deteriori che, in aggiunta ad altri, possono e debbono essere rimossi».
Intanto anche i pro-rettori fanno sentire la loro voce. L’incipit è quello classico della lettera -Caro Rettore…- ma quanto scritto dai pro-rettori dell’Ateneo a Tomasello, certi del fatto che la verità prima o poi verrà alla luce, subito dopo le richieste di dimissioni avanzate dai docenti dell’Associazione Laboratorio Università, ha decisamente il sapore della contro replica.
Aldilà però delle intenzioni, vere o presunte, il tono e le parole con cui i membri dell’Ateneo si rivolgono al Magnifico sono assolutamente confidenziali, esattamente come quelle che un gruppo di amici rivolgerebbe ad un altro amico in difficoltà. Per scrivere queste poche righe, come loro stessi le definiscono, hanno deciso di utilizzare il -tu-. Parlano ad una persona di cui dicono di conoscere la profonda dedizione verso l’Università ed i suoi studenti ed è proprio per loro che, affermano -devi continuare a donare tutto se stesso anche se in un clima non oggettivamente benigno-.
I pro-rettori apprezzano e ringraziano Tomasello per quanto fatto negli anni del suo governo, un governo in cui sostengono in più occasioni si sia notata quella volontà ad una politica della trasparenza e della chiarezza: -Tu ti sei dimostrato essere un artefice lungimirante ed appassionato. Non siamo solo noi a rendertene merito ma la gran parte della comunità universitaria eccezion fatta di quei pochi che rimangono ciechi, vorremmo dire maliziosamente ciechi davanti alle tante cose buone fatte-.
