Il disastro di Viareggio stimoli l'analisi del rischio nello Stretto

Il disastro di Viareggio stimoli l’analisi del rischio nello Stretto

Il disastro di Viareggio stimoli l’analisi del rischio nello Stretto

mercoledì 01 Luglio 2009 - 15:57

Qual'è la situazione dei Trasporti di merce pericolosa nello Stretto di Messina?

Il tragico incidente ferroviario di Viareggio ha sconvolto e commosso il Paese quasi com’era accaduto per l’Abruzzo poco più di due mesi e mezzo fa: allora c’eravamo chiesti cosa potrebbe succedere nel nostro Stretto qualora un violento terremoto dovesse colpire questa terra.

Partivamo da un presupposto, e dal fatto, cioè, che viviamo in un’area ad alta sismicità e che quindi, di conseguenza, con ciclicità naturale, prima o poi dovremo fare i conti con qualche fenomeno tellurico di una certa rilevanza.

Non sappiamo quando, è impossibile prevederlo. Ma siamo certi che prima o poi accadrà, e potrebbe accadere da un momento all’altro.

Per proiettare il disastro di Viareggio nella nostra realtà locale, invece, serve un ulteriore passaggio di analisi e studio preventivo: siamo, nello Stretto, esposti a quel tipo di rischio?

Che, infatti, viviamo in un territorio ad alto rischio sismico ce lo dice la storia, ce lo dicono gli studiosi, ce lo dicono i fatti del quotidiano.

Ma per capire se siamo esposti o meno a incidenti simili a quello di Viareggio, bisogna prima di tutto analizzare che tipo di mercato di trasporto merci c’è nell’area dello Stretto.

Il più dettagliato studio di settore è quello del progetto SICURO realizzato dal Laboratorio di Analisi L.A.S.T., curato dal Dipartimento di Informatica, Matematica, Elettronica e Trasporti della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria.

Gli studiosi dell’Università hanno simulato la presenza di un guasto in una cisterna contenente materiale pericoloso nel centro urbano di Melito Porto Salvo, con una successiva -doppia- simulazione d’evacuazione, -doppia- in modo tale da testare la risposta della popolazione dopo un primo tentativo d’approccio sperimentale.

L’esperimento ha riguardato la simulazione dell’intera emergenza con l’obiettivo di costruire strumenti di simulazione per la progettazione dell’evacuazione della popolazione in quelle aree urbane dove ci sono rischi e minacce per l’incolumità fisica degli abitanti stessi.

Paradossalmente proprio ieri pomeriggio, presso il Politecnico di Milano, s’è svolta la sessione sulla -Pianificazione delle Emergenze- del Convegno internazionale della Società Italiana Docenti di Trasporto. Il convegno, organizzato da circa un anno, è stato organizzato con la partecipazione dei più grandi esperti nazionali e internazionali del settore, e ha visto la presentazione della relazione di Antonino Vitetta, docente del Dipartimento di Informatica, Matematica, Elettronica e Trasporti della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, “Modelling road evacuation in urban area” dove sono stati esposti i risultati ottenuti nell’esperienza di Melito Porto Salvo.

Per quanto concerne lo Stretto in modo più specifico, non abbiamo per adesso alcun riferimento accademico che ci può aiutare a capire qual è la situazione del trasporto merci, la loro regolarità e la sicurezza degli utenti.

Sappiamo bene, però, soprattutto se facciamo riferimento a Villa San Giovanni e Messina, che numerosissimi veicoli su gomma e su ferro con merce estremamente pericolosa a bordo attraversano le aree urbane prima e dopo il traghettamento dello Stretto, quindi sono soprattutto i centri di Villa e di Messina a dover fare i conti con questo tipo di problema: un problema nazionale, certo, soprattutto per quanto concerne la regolamentazione e la messa in sicurezza dei trasporti di merce pericolosa, ma anche un problema locale se consideriamo la grande densità di questo tipo di merce che si concentra in un’area così piccola, ristretta e già di per sè tormentata da altri mille problemi come quella dello Stretto.

E, soprattutto, come quella dei centri urbani di Villa e di Messina: aree ad altissima densità abitativa.

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