Daria Vasileva straordinaria interprete della musica di Skrjabin

Daria Vasileva straordinaria interprete della musica di Skrjabin

Giovanni Francio

Daria Vasileva straordinaria interprete della musica di Skrjabin

martedì 11 Febbraio 2025 - 08:13

Splendida esibizione della pianista, al Palacultura, per la stagione musicale della Filarmonica Laudamo

MESSINA – Una splendida pianista russa. La giovane Daria Vasileva si è esibita domenica al Palacultura per la stagione musicale della Filarmonica Laudamo, proponendo un programma dedicato interamente ad Aleksandr Skrjabin, del quale ha eseguito la “Fantasie” in si minore op. 28, i 24 “Preludes” op. 11 e la Sonata n. 4 in fa diesis maggiore op. 30.

Skrjabin è stato un musicista che, pur nel contesto di un pianismo moderno e talvolta visionario, specialmente con riguardo alle sue ultime composizioni, non ha mai rotto i legami con i grandi musicisti dell’Ottocento, in particolare Wagner, Liszt e Chopin, e tale assunto appare assai evidente nei brani eseguiti dalla Vasileva.

La “Fantasie” in si minore in realtà ha la forma di un primo movimento di Sonata, e si caratterizza per il forte contrasto fra i due temi principali, energico e complesso il primo, dolce ed elegiaco il secondo. Ha rappresentato un vero cavallo di battaglia per due grandi pianisti del passato, Rachmaninov e Horowitz, che la eseguivano di sovente. Eccellente l’esecuzione della giovane pianista – ciò vale del resto per tutti i brani eseguiti – che ha saputo rendere con estrema efficacia il contrasto drammatico fra i due temi così diversi fra loro.

I 24 Preludes op. 11, eseguiti successivamente, si ispirano chiaramente ai Preludi op. 28 di Chopin, anche nell’alternanza sia delle tonalità, sia dell’andamento lento o rapido dei singoli brani. I preludi chopiniani a loro volta facevano riferimento ai preludi del “Clavicembalo ben temperato” di Johann Sebastian Bach, ma, mentre in quel caso ad ogni preludio segue una fuga, le composizioni di Chopin sono pezzi compiuti, inventando così un nuovo genere pianistico, modello per numerosi musicisti successivi, fra i quali appunto Skrjabin. Si tratta di bervi brani, per lo più monotematici, espressione delle più varie emozioni, brevissime illuminazioni musicali, talora di ardua difficoltà tecnica. La varietà tematica e ritmica dei 24 brani ha fatto sì che l’esecuzione integrale dei Preludi non abbia suscitato alcun senso di monotonia agli spettatori, al contrario entusiasti, grazie anche alla formidabile performance di Daria Vasileva, vera specialista del pianismo di Skrjabin, che ha tra l’altro eseguito tutto il programma interamente a memoria.

Infine la quarta delle dieci Sonate composte dal compositore russo, brano ove appare già evidente l’aspetto visionario e mistico dell’autore. In unico movimento diviso in “Andante” e “Prestissimo volando”, è una composizione in cui, soprattutto nell’Andante, le influenze wagneriane sono evidentissime. La Sonata costituisce un’anticipazione della n. 5, e conseguentemente del suo più famoso Poema sinfonico, il “Poema dell’estasi”, estremamente simbolista, ove viene celebrata l’elevazione dell’uomo attraverso l’arte. La Sonata n. 4 era una delle predilette di Skrjabin, e fu il brano col quale il musicista concluse il suo ultimo recital.

Raffinato, sensibile, e tecnicamente ineccepibile il pianismo della giovane artista russa, che ha ricevuto fragorosi e meritati applausi dal numeroso pubblico presente, al quale ha concesso due splendidi bis: Lulluby, (Ninnananna), un arrangiamento per pianoforte di Serghei Rachmaninov del brano di Pyotr Ilyich Tchaikovsky, (per voce e pianoforte), ed il celebre Valzer op. 64, n. 2, di Chopin.

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