L'audio del 2009 tra Santo Pellegrino che chiede aiuto per la moglie e il carabiniere. Il punto sulle indagini sull'incidente mortale
Messina – E’ uno choc per tutta la comunità dei villaggi a sud di Messina e per il mondo del basket cittadino l’incidente costato la vita a Santo Pellegrino. Il 66enne era infatti molto noto nel mondo dello sport per la sua attività di massaggiatore e la sua voce era diventata il simbolo della tragedia di Giampilieri. Nell’alluvione Santo aveva perso la moglie, i suoi due figli la madre e ora si vedono strappati troppo presto anche del loro papà.

L’inchiesta sulla dinamica dell’incidente
Stamani intanto entrano nel vivo le indagini per fare chiarezza sulla dinamica dell’incidente mortale. Il sostituto procuratore Massimo Trifirò, titolare del caso, affiderà l’incarico per effettuare l’autopsia, con l’obiettivo di stabilire esattamente cosa lo ha ucciso. Santo Pellegrino è spirato poco dopo essere arrivato al Policlinico col 118, dopo l’impatto tra il suo scooter Kymko e un’auto, all’interno della galleria San Giovanni della tangenziale di Messina, tra gli svincoli Messina-Centro e Gazzi.
Conducente indagata
Per effettuare gli accertamenti, il magistrato ha iscritto nel registro degli indagati la conducente dell’auto che ha impattato con lo scooter condotto dal 66enne. Saranno anche periziati entrambi i mezzi. Intanto i primi rilievi effettuati sul posto dalla Polizia Stradale indicano che il due ruote è entrato in urto con il veicolo, intorno alle 8 di stamattina, in fase di sorpasso. L’impatto è stato molto violento tanto che Pellegrino, anche se indossava il casco, ha riportato profonde ferite al capo, forse quelle che gli sono state fatali. Le sue condizioni sono sembrate subito gravissime ai soccorsi che hanno tentato il trasporto all’ospedale, dove però i medici malgrado i tentativi non sono riusciti a strapparlo alla morte.
La famiglia colpita da un’altra tragedia
Santo Pellegrino lascia i due figli ormai grandi dopo aver perso nell’alluvione del 2009 la moglie Agnese Falgetano. La famiglia in sua memoria lo scorso anno aveva inaugurato il b&b Ines nel borgo della zona sud, dal nome che usava la donna scomparsa nel fango che sommerse il centro messinese nel 2009.
La telefonata durante l’alluvione
“Portate qualche mezzo, nella strada c’è un buco. Sotto il ponte è tutto otturato, ci vuole l’elicottero, io non so cosa fare”. Era questa la richiesta che Santo Pellegrino aveva fatto ai carabinieri, al telefono, nella conversazione registrata e mandata in onda da diverse emittenti nazionali tra altri audio per raccontare il terrore di quel tragico 1 ottobre 2009.
In sottofondo si sente una voce da dentro casa, che suggerisce di prendere l’auto. “Casa o auto, non so che fare”, dice Pellegrino. Anche il carabiniere, sconsolato, non sa che dire: “Speriamo che non cada”, dice alla fine a Pellegrino, che chiede ai suoi interlocutori in casa: “Fuori, fuori dove? (…) con i miei figli”. “Quanti anni hanno i suoi figli?”, chiede il carabiniere. “Uno 15 e uno 12”, risponde Santo.
