Consegnato il trofeo per la seconda edizione del riconoscimento alla memoria del cronista, scomparso nel 2019 dopo 40 anni di radiocronache
MESSINA – Il “Premio Reno De Benedetto” per la stagione 2022/2023, culminata con la salvezza ai playout del Messina, è stato vinto da Andrea Mallamo. Il riconoscimento, giunto alla seconda edizione, viene assegnato da un gruppo di giornalisti al miglior calciatore dell’anno, per ricordare lo storico cronista che ha raccontato le gesta dei biancoscudati per oltre quarant’anni con radiocronache inconfondibili. Mallamo si è aggiudicato il premio con 39 punti complessivi, ottenuti attraverso le votazioni di una giuria composta da giornalisti di quotidiani, tv, web e radio che hanno scelto, domenica dopo domenica, i giocatori migliori di ogni singola gara. Il premio è stato consegnato a Mallamo a Vizzolo Predabissi, piccolo comune della provincia milanese dove risiede il calciatore. Lo scorso anno a vincere il trofeo era stato Lamine Fofana.
Reno De Benedetto scomparso nel 2019
Reno De Benedetto è morto il 20 agosto 2019 all’età di 65 anni. Ne ha passati 40 nel mondo del giornalismo, a raccontare il Messina in ogni categoria e in ogni città d’Italia. Cronista serio e stimato, nonostante un carattere a volte all’apparenza difficile, è stato un grande appassionato di calcio e della biancoscudata, ma anche un vero maestro per tanti colleghi, coetanei o più giovani, con cui si è confrontato per decenni.
Tempostretto lo ricordava così (qui l’articolo completo): “La sua voce era inconfondibile, così come le sue trascinanti radio cronache che ti facevano quasi vedere la partita. Ha raccontato il Messina da ogni possibile stadio, con ironia, passione, spesso anche con le doverose bacchettate. Lo ha fatto con umiltà, senza mai tirarsi indietro e andando in tutte le trasferte, senza guardare la categoria, le vicissitudini, gli anni peggiori. Per lui era sempre il momento di ‘ricominciare’, di guardare avanti senza superbia, passo per passo con grande speranza. E con questo spirito da guerriero ha affrontato la malattia. E’ stato, per tanti giovani colleghi un maestro e nelle trasferte nei campi polverosi amava raccontare episodi degli anni più belli. Dalla sua postazione allo stadio San Filippo ci faceva sorridere con battute sempre ironiche e se avevi bisogno di un consiglio, di un particolare che ti era sfuggito, lui c’era sempre. Era la memoria storica e allo stesso tempo un maestro mai saccente. Non ha mai smesso di guardare alla vita ed alle vicende di un Messina travolto da continue polemiche e veleni, con ottimismo e pazienza. Il suo sorriso dolce anche quando lanciava frecciatine ai presidenti ed alle società di turno, il suo sguardo buono, erano tratti inconfondibili che lo ce lo ricorderanno sempre, così come quel suo grido trascinante gol, gol, gol”.

Un consiglio paterno. Va via da Messina, come ha fatto il tuo compagno di squadra Fofana.
Qui da 6 anni non si può fare calcio.
Vai in una società seria e non in questa armata Brancaleone.
In bocca al lupo per una brillante carriera calcistica