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A Messina e Milazzo la Commissione parlamentare d’Inchiesta sugli illeciti ambientali

Redazione

A Messina e Milazzo la Commissione parlamentare d’Inchiesta sugli illeciti ambientali

martedì 26 Novembre 2019 - 07:15
A Messina e Milazzo la Commissione parlamentare d’Inchiesta sugli illeciti ambientali

Sopralluoghi e audizioni. Saranno ascoltati dirigenti dell'Arpa e il sindaco Metropolitano

MESSINA – La Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati (Commissione ecomafie) sarà in missione in Sicilia da domani (mercoledì) a venerdì. Eseguirà sopralluoghi e audizioni su due temi d’inchiesta della Commissione: la depurazione delle acque reflue e la gestione dei sedimenti di dragaggio dei porti.

La missione comincerà domani con i sopralluoghi al porto di Augusta ed ai depuratori Ias di Priolo Gargallo e di Catania. Giovedì la Commissione svolgerà invece sopralluoghi ai depuratori di Mili (nella foto) e di Milazzo. La Commissione terrà inoltre una serie di audizioni presso la prefettura di Catania. Saranno sentiti alcuni dirigenti di Arpa Sicilia, il viceprefetto vicario facente funzioni di Siracusa, i sindaci e presidenti delle Città metropolitane di Catania e Messina, il sindaco di Siracusa e il commissario del Libero consorzio comunale di Siracusa.

Saranno inoltre ascoltati i sindaci di Augusta e Milazzo e i rappresentanti di Confindustria Sicilia. Insieme al Presidente Vignaroli, parteciperanno alla missione i deputati Caterina Licatini (M5S) e Fausto Raciti (PD), e i senatori Luca Briziarelli (Lega), Barbara Floridia (M5S), Pietro Lorefice (M5S) e Fabrizio Trentacoste (M5S).

“Molti centri scaricano in mare, in altri non ci sono neanche le fognature”

«Contro l’Italia – evidenzia il presidente della Commissione, Stefano Vignaroli – ci sono quattro procedure di infrazione europee per le inadempienze sul fronte della depurazione delle acque, con il maggior numero di centri abitati irregolari situati in Sicilia. Molti centri scaricano direttamente in mare, in altri casi non ci sono neanche le fognature. In altri ancora l’impianto di depurazione è presente ma non funzionante, oppure manca di autorizzazione allo scarico valida. Una situazione che mi preoccupa molto, e che dopo il lavoro di analisi già fatto a Roma in questi mesi intendiamo approfondire con sopralluoghi sul campo.

L’obiettivo – prosegue Vignaroli – è renderci conto di persona della situazione e dare il nostro contributo affinché la Sicilia, su cui si concentra una parte importante del lavoro del commissario straordinario alla depurazione Enrico Rolle, esca il prima possibile da queste irregolarità».

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