Niente internet, solo la voglia di stare insieme e leggere un buon romanzo: l'idea della messinese Alice Scimone è stata molto apprezzata dai giovani
MESSINA – Decine di ragazze e ragazzi intorno a diversi tavoli, in silenzio e con i telefoni spenti, a sorseggiare caffè o tè leggendo un buon libro. Non è la trama di un romanzo o di un film ma quanto successo domenica scorsa, 2 novembre, grazie al Silent Reading Club (qui il link alla pagina Instagram). L’iniziativa, fondata dalla messinese Alice Scimone, si è tenuta in una nota libreria del centro città e ha abbracciato un buon numero di lettori, forse anche più di quanto ce ne si aspettasse.
Com’è nato il Silent Reading Club
Una fame di socialità quasi all’antica, condita da una voglia di condivisione e dall’amore per la lettura, ha unito questi giovani in uno spazio comune. E in tanti hanno già chiesto quando sarà organizzato il prossimo appuntamento. Ma partendo dall’inizio, com’è nato il Silent Reading Club? Lo ha spiegato a Tempostretto la stessa fondatrice Alice Scimone: “L’idea è arrivata all’improvviso in un pomeriggio qualunque di qualche mese fa. Ricordo di essermi detta ‘Credici, non importa come andrà ma prova a realizzarlo’. Il desiderio era quello di creare un ponte tra i social e la vita reale. Per tre anni ho curato una pagina Instagram in cui parlavo di libri, ma dopo un po’ quel progetto non mi rispecchiava più e l’ho messo da parte. Non trovavo soddisfazione, cominciavo a ragionare solo sui numeri, e sentivo di aver perso la motivazione iniziale”.
Alice: “Il club usa i social per far incontrare le persone davvero”
“I social – ha proseguito – trasformano la passione in un prodotto da vendere, ma non credo la soluzione sia disinstallare tutto e tirarsene fuori. Vanno create delle alternative ed ormai ne vediamo sempre di più. Per questo volevo che il club su Instagram fosse solo un mezzo per permettere a persone affini di incontrarsi davvero. In passato avevo pensato ai tradizionali gruppi di lettura ma la mia necessità era diversa, non volevo che le persone si sentissero in alcun modo sotto pressione, volevo connessioni e rilassamento”. E ancora: “Ringrazio con tutto il cuore la libreria Ciofalo Mondadori ed in particolare la titolare Viviana Montalto per aver creduto in quest’idea e avermi dato la possibilità di utilizzare gli spazi che per me sono da sempre un rifugio. Ci tenevo moltissimo ad organizzarlo tra quegli scaffali e nell’atmosfera magica che riescono a creare”.
Il Social Reading Club è stato un successo “inaspettato”
E così ha lanciato l’idea. Ma Alice non si aspettava questo risultato immediato, una risposta importante dai suoi concittadini: “Ho mantenuto basse le aspettative, ma ci speravo moltissimo. Abbiamo dovuto aggiungere tavoli e sedie durante il corso dell’evento, è stato davvero inaspettato ed emozionante. Ho ricevuto tanti feedback positivi dalle persone che hanno partecipato, dimostrandomi che avessi ragione a credere che a Messina c’è tanta voglia di sperimentare cose belle e nuove. È sempre più diffusa la consapevolezza che la vita sia fuori dai nostri cellulari o dalle mura di casa. Una via d’uscita va trovata, ma esiste”.
Alice: “Riproporrò l’evento”
E in tanti hanno già chiesto di poter partecipare al prossimo appuntamento. Alice ha spiegato: “Desidero assolutamente riproporre l’evento e mi sto impegnando per renderlo possibile. Mi è stato chiesto più volte durante il pomeriggio di domenica e quotidianamente ricevo messaggi di chi se l’è perso e vorrebbe partecipare al prossimo. Una volta stabiliti luogo e data pubblicherò subito la locandina sulla pagina. È meraviglioso sentire questo entusiasmo, non ringrazierò mai abbastanza chi è stato dei nostri e chi mostra tanta fiducia in un progetto appena nato”.

Alice è tornata a Messina: “In tanti innamorati di questa città”
Ma dietro la nascita del club, c’è anche un altro aspetto. Alice Scimone è una messinese che ha lasciato la città, in passato, per proseguire gli studi di psicologia fuori. Poi, però, ha deciso di tornare per esercitare la professione nella sua Messina. Perché? “Sono tornata perché non ho mai sentito di voler costruire un futuro altrove, per quanto vivere fuori sia stata un’esperienza fondamentale per me. Spesso mi sono sentita chiedere da dove derivi questo attaccamento alla terra tipica di noi meridionali. Io credo i legami più forti nascano nelle avversità e forse per questo in noi vi è un sentimento così profondo ed un desiderio di riscatto. Dalla nascita ci viene detto che qui non c’è nulla e si può solo andar via, ma poi ti accorgi della bellezza che ci circonda e smetti di crederci. Io ne ho la certezza quando vedo Messina fiorire ogni giorno di più grazie a tanti coetanei, e non solo, sinceramente innamorati di questa città”.
Il messaggio sul partire e sul restare
Infine, Alice ha lanciato un messaggio: “Non amo la retorica del ‘se vuoi, puoi’, sono convinta che tante persone vadano via perché non hanno alternative. Nonostante ciò, credo fortemente che altrettante persone possano scegliere e desiderino restare o tornare. Vorrei che potessero prendersi il tempo di ascoltare quel bisogno senza giudicarlo una carenza di ambizione o di coraggio. Se Messina è il posto che sentite casa, allora ne vale la pena, e nessuno ha il diritto di farvi sentire sbagliati per questo”.
