A scuola di bombe on line, 17enne fermata a Ragusa

A scuola di bombe on line, 17enne fermata a Ragusa

Alessandra Serio

A scuola di bombe on line, 17enne fermata a Ragusa

giovedì 29 Ottobre 2026 - 17:45

Su TikTok postava contenuti inneggianti alla jihad. L'indagine della Questura su segnalazione dell'Aisi

Ragusa – Auto-addestramento ad attività con finalità di terrorismo. E’ questa l’ipotesi che ha portato al fermo di una diciassettenne della provincia di Ragusa, dopo l’indagine della Digos sulle attività on line attribuite alla giovane, che avrebbe cercato in rete informazioni per fabbricare una bomba. Al vaglio anche l’ipotesi che sia in contatto con gruppi di matrice terroristica islamica. Gli agenti vagliano ora questa pista, cercando di risalire all’identità dei suoi contatti. La ragazza è adesso in una comunità per minori.

I contenuti su TikTok intercettati dall’Aisi

Alla ragazza era stato inizialmente contestato il reato di apologia di terrorismo ma, dopo il sequestro dei suoi dispositivi e l’analisi dell’attività in rete, è scattato il provvedimento della Procura per i minorenni di Catania per auto addestramento a scopi terroristici. L’indagine nasce da un segnalazione dell’Aisi che aveva intercettato un profilo social, in particolare su TikTok, che pubblicava contenuti di matrice jihadista. Su input dell’Agenzia, la Questura di Ragusa ha approfondito il ruolo della ragazzina, collegata al profilo sospetto, scoprendo che la ragazza aveva ristretto le sue frequentazioni alle compagne islamiche.

L’indagine a Ragusa

Lo scorso maggio le era stato sequestrato il dispositivo elettronico da dove gli investigatori hanno ricavato richiami alla simbologia dell’estrema destra, la creazione di contenuti e immagini, verosimilmente generate attraverso l’utilizzo di Ia, la condivisione di materiale inerente al radicalismo violento ed all’antisemitismo.

All’interno dei dispositivi sono stati inoltre rinvenuti numerosi contenuti multimediali legati a Islamic State e ad altre organizzazioni terroristiche di matrice jihadista, video di propaganda che ritraggono note esecuzioni sommarie di prigionieri, materiale apologetico del Daesh, manualistica relativa all’auto addestramento e alla fabbricazione di esplosivi, nonché condivisioni di video relativi alla violenta aggressione registrata lo scorso mese di marzo all’istituto scolastico “Leonardo da Vinci” di Trescore Balneario (BG) dove una docente di francese è stata colpita al collo da un fendente inferto da un suo studente tredicenne. Tutti gli elementi sono stati posti a fondamento dell’adozione della misura restrittiva.

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