Abusato per anni, da adulto trova il coraggio di denunciare e fa condannare l'orco

Abusato per anni, da adulto trova il coraggio di denunciare e fa condannare l’orco

Alessandra Serio

Abusato per anni, da adulto trova il coraggio di denunciare e fa condannare l’orco

giovedì 16 Aprile 2026 - 08:00

La sentenza per il pedofilo estortore che però arriva tardi, per la giovane vittima l'epilogo è stato tragico

MESSINA – La sentenza recita: 13 anni di reclusione per violenza, stalking ed estorsione. L’imputato è un 58enne finito sotto processo e ritenuto responsabile dalla I sezione del Tribunale (presidente Sciglio). Sullo sfondo del processo c’è una vicenda umana difficilmente evocabile, in tutti i suoi risvolti tragici, soltanto con la definizione di pedofilia. Quella della giovanissima vittima che, dopo anni di abusi, diventato maggiorenne ha provato ad affrancarsi dal suo vissuto doloroso. Ha denunciato l’orco, ha affrontato le prime fasi del processo, ha lasciato la sua città e la sua famiglia per ricominciare altrove. Ad un certo punto, però, qualcosa si è rotto e, ancora ragazzo, si è tolto la vita.

La sentenza

Per il 58enne adesso è arrivata la sentenza di primo grado. Il difensore, l’avvocato Giovanni Mannuccia, attende l’esito del deposito delle motivazioni per valutare l’eventuale appello. Intanto la famiglia del ragazzo, assistita dagli avvocati Maria De Giglio e Nicola Logozzo, ottiene giustizia con un verdetto di primo grado che, se pur non gli restituirà mai il loro amato ragazzo, rende onore al coraggio che lui aveva trovato di denunciare quello che per tutti era un amico di famiglia.

Abusato dall’amico di famiglia

La vicenda risale al decennio scorso. L’uomo, approfittando della frequentazione assidua della famiglia, aveva adescato il ragazzino, appena tredicenne, approfittandone più di una volta. Un abuso andato avanti per quattro lunghi anni e sfociato in estorsione. Il 58enne aveva infatti scattato alcune foto del ragazzino durante gli incontri intimi, minacciandolo di diffondere le immagini se non gli avesse consegnato mille euro. Questo è solo uno degli episodi da incubo che hanno schiacciato il ragazzino che, diventato maggiorenne, ha raccontato tutti agli angosciati e scioccati genitori e ha denunciato, facendo partire le indagini e poi il processo.

Giustizia tardiva ma esemplare

La sentenza arriva tardi, per lui. Ma tutela indirettamente altre potenziali vittime. Se confermata nei prossimi gradi di giudizio, infatti, dispone anche la libertà vigilata per 3 anni e il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati abitualmente da minori, oltre all’interdizione da ogni incarico di qualunque genere, a partire dalla scuola, che lo metta a contatto con minori.

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