Accolla ai politici: "Legiferate con chi vive i disagi". Di Paola: "Porterò la Chiesa all'Ars" VIDEO

Accolla ai politici: “Legiferate con chi vive i disagi”. Di Paola: “Porterò la Chiesa all’Ars” VIDEO

Carmelo Caspanello

Accolla ai politici: “Legiferate con chi vive i disagi”. Di Paola: “Porterò la Chiesa all’Ars” VIDEO

giovedì 15 Giugno 2023 - 13:30

Nuove povertà e sanità, il monito dell'arcivescovo. La replica del vice presidente dell'Assemblea regionale: "Chiesa in prima linea, mi impegno affinché sia ascoltata nelle sette commissioni"

di Carmelo Caspanello
MESSINA – La politica spesso non vede chi vive ai margini. E le leggi, nella maggior parte dei casi, non contengono le proposte che provengono dalla base, da chi vive i disagi e le problematiche che magari una norma si prefigge di affrontare e risolvere. Ciò causa una notevole alterazione di un beneficio che non sempre i diretti interessati avvertono. Sulla delicata questione l’arcivescovo di Messina, mons. Giovanni Accolla, ha usato parole forti all’indirizzo dei politici e della politica. Lo ha fatto intervenendo nel corso dell’incontro “Inclusione sociale e povertà” (nell’ambito del quale è stato presentato il report della Caritas siciliana relativo al 2022), soffermandosi anche sui costi “eccessivi e per strutture non sempre efficienti e adeguate” della sanità in Sicilia.

Tra gli interlocutori, il vice presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Nuccio Di Paola. “Desidero – esordisce mons. Accolla – che ci sia una fase di ascolto previa, per dirla con Papa Francesco. O ragioniamo in termini di persone, aggiungo facendo mie le parole di Madre Teresa di Calcutta, o di strutture e quest’ultime diventano obsolete nel volgere di poco tempo”.
Prima di fare le leggi, dice ai politici, ascoltateci. Giusto perché con le parrocchie siamo in prima linea
“Quello che chiedo – risponde l’arcivescovo – è proprio questo. Che i parlamentari, le Commissioni regionali ci ascoltino sui problemi, perché bene o male la presenza dei sacerdoti, la capillarità delle parrocchie e delle rispettive comunità rappresentano uno spaccato del mondo nel quale viviamo. E allora, mettersi in ascolto è un aiuto che diamo a chi assume la responsabilità di gestire e promuovere la cosa pubblica, di farlo nel migliore dei modi. Noi non vogliamo sostituirci, ma essere ascoltati. Perché abbiamo noi ascoltato in maniera capillare, laddove viviamo, le necessità delle persone”.
Nuove povertà e sanità. Anche in quest’ambito ha bacchettato la politica regionale
“E’ l’ambito dal quale provengo, mi occupavo di riabilitazione. Il mondo della sanità è molto variegato e complesso. Sappiamo che c’è una spesa eccessiva che molte volte diventa obsoleta e inutile su strutture pubbliche che sono costosissime da gestire e non sempre rendono i servizi nei tempi delle domande, delle necessità delle persone. Il privato riesce ad offrirle in maniera più repentina. Ma non c’è un equilibrio su come gestire pubblico e privato in modo efficace, per il bene della gente. La problematica dei costi (se si tratta del pubblico) e degli utili (nel caso del privato) diventa la motivazione dominante per impostare il servizio sanitario. Non funziona così. Il servizio sanitario non è finalizzato ai profitti o alle perdite, è finalizzato alle persone nel bisogno. Se non riusciamo a comprendere questo mai – conclude mons. Accolla – troveremo gli equilibri e mai troveremo come spendere al meglio le risorse”.
Onorevole Di Paola, parole forti quelle di mons. Giovanni Accolla
Sono parole giuste. Dico che le migliori leggi – rimarca il vice presidente dell’Ars – sono realizzate da chi vive i problemi. L’Assemblea regionale siciliana, da qui ai prossimi quattro anni e mezzo deve coinvolgere chi vive giorno per giorno quei problemi. La capillarità della Chiesa, considerato anche il galoppante aumento di varie povertà, è importante. La Chiesa sin da subito deve essere coinvolta all’interno delle sette commissioni permanenti dell’Ars. Sarà mia cura parlare con il presidente dell’Assemblea Galvagno. Insieme andremo a sensibilizzare i sette presidenti di commissione in modo che tutti i disegni di legge che usciranno fuori siano il frutto di un confronto aperto, nelle audizioni, con chi quel problema lo vive nella realtà. Solo così si potrà fare una norma che sia la giusta risposta alla problematica e non un ulteriore groviglio”.

Un commento

  1. Sarebbe opportuno che iniziasse proprio la chiesa a dare il buon esempio ,visto che alcuni prelati vivono in appartamenti di super lusso con stipendi da capogiro , per non parlare degli immobili in disuso mentre la gente vive nelle baracche…

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