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Acqua. Catania e Messina le più economiche in Sicilia, ma troppa si perde nella rete

Redazione

Acqua. Catania e Messina le più economiche in Sicilia, ma troppa si perde nella rete

mercoledì 17 Giugno 2020 - 12:33

Nelle province di Messina e Trapani mancano le carte della qualità del servizio idrico integrato

445 euro: questa la cifra spesa nel 2019 da una famiglia siciliana per la bolletta idrica (434 euro la media nazionale), con un aumento del 3,5% rispetto al 2018. Grosseto e Siena si confermano i capoluoghi di provincia più cari in Italia con una spesa media a famiglia di 781€, Isernia resta ancora la più economica con 130€.

Le regioni centrali confermano il primato per le tariffe più alte con €595 annuali (+2,7% rispetto al 2018) ma l’incremento maggiore si rileva nel Sud e Isole (+3,1%). A livello regionale, le famiglie più “tartassate” risiedono nell’ordine in Toscana (688€), Umbria (531€), Marche (527€) ed Emilia
Romagna (511€). La regione più economica resta il Molise con 163€ l’anno.

Notevoli spesso le differenze tariffarie anche fra i singoli capoluoghi di
provincia della stessa regione: in Sicilia, si va dai 224 euro di Catania ai 748
euro di Enna.

La fotografia emerge dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva realizzato nell’ambito del progetto “Consapevolmente consumatore, ugualmente cittadino”, finanziato dal Ministero dello sviluppo economico (DM 7 febbraio 2018). Le tariffe sono indicate rispetto ad una famiglia tipo di tre componenti ed un consumo annuo di 192 metri cubi.

Come risparmiare acqua

Con un uso più consapevole e razionale di acqua, quantizzato in 150mc invece di 192mc l’anno, una famiglia media avrebbe un risparmio medio di 115€ circa a livello nazionale e di circa 126 euro in Sicilia.

Ad esempio, in un anno si possono risparmiare 42mc di acqua con questi piccoli accorgimenti: sostituendo, una volta su due, la doccia al bagno (risparmio di 4,5mc), riparando un rubinetto (21mc), usando lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico (8,2mc), chiudendo il rubinetto mentre si lavano i denti (8,7mc).

I dati sulla dispersione idrica

In riferimento ai soli capoluoghi di provincia italiani, dagli ultimi dati Istat disponibili (2018) emerge che a livello nazionale va dispersa il 37% dell’acqua immessa, con evidenti differenze nelle differenti aree geografiche e singole regioni: si va dal 45% nel Sud ed isole, al 40% al Centro e al 29% al Nord. In testa per livelli di dispersione il Lazio con il 56%,
segue la Sardegna con il 52% e l’Abruzzo con il 51%, la Sicilia è al 48%. Le cause sono da ricercare nella vetustà delle reti e degli impianti che, soprattutto nei grandi centri urbani, sono stati realizzati da oltre 30 anni nel 60% dei casi e da oltre 50 anni nel 25%. Le carte della qualità del servizio idrico integrato non sono state reperibili nelle province di Messina e Trapani, per cui questo dato riguarda solo le altre sette province siciliane.

Famiglie soddisfatte dell’acqua pubblica?

Famiglie mediamente soddisfatte dell’acqua di rubinetto ma vorrebbero vederci chiaro su qualità e bollette. Secondo dati Istat, l’86,6% delle famiglie si dichiara molto (22,2%) o abbastanza soddisfatte (64,4%) del servizio idrico, contro un 13,3% poco o per niente soddisfatto. I livelli di
soddisfazione espressi dalle famiglie italiane diminuiscono spostandosi dalle aree del Nord verso il Centro e quindi al Sud e nelle Isole. Le criticità più marcate riguardano soprattutto Calabria, Sardegna e Sicilia, dove le famiglie poco o per niente soddisfatte rappresentano rispettivamente il
36%, il 35,1% e il 29,1% del totale. In particolare una famiglia su tre si dichiara poco soddisfatta della comprensibilità delle bollette, quasi una su quattro di odore, limpidezza e sapore dell’acqua di rubinetto. Nel 63% dei casi non viene data alcuna informazione sul bonus sociale a disposizione delle famiglie e in un caso su tre non viene data alcuna informazione sulla qualità dell’acqua erogata.

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Un commento

  1. … ma una semplice tabellina dove si evidenzia il costo al metro cubo dell’acqua potabile e il costo al metro cubo delle acque reflue secondo voi non era più utile di tutta questa lunga descrizione ??? che tra l’altro sembra dettata da esigenze del’azienda piuttosto che rivolta al Cittadino !

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