La vincitrice del Messina Music Contest 2024 racconta la sua storia e il suo doppio percorso di studio universitario e musicale: "So di poter dire la mia"
MESSINA – La terza edizione del Messina Music Contest, che avevamo definito una sorta di “Sanremo alla messinese”, organizzata dall’associazione Crescendo, è stata vinta da Ademara Di Nuzzo. La 23enne messinese ha stupito tutti, a fine dicembre, con il suo brano inedito “Tanto poi”, dopo aver superato il primo step della gara grazie alla cover di “Due vite”, successo di Marco Mengoni. Una vittoria, quella di Ademara, che ha lasciato il segno nel cuore della cantante, che ha raccontato a Tempostretto la sua esperienza tracciando un bilancio del suo percorso e guardando al futuro.
Ademara: “Vittoria inaspettata”
Ademara ha raccontato com’è nata la sua scelta di salire sul palco del festival: “Un amico mi ha proposto di partecipare al Messina Music Contest e ho deciso di farlo. Conoscevo già l’associazione Crescendo ma non sapevo bene che si prodigasse anche in questo genere di eventi. Ho iniziato quasi per caso, ma non mi aspettavo la vittoria. Non è mai stato quello il mio obiettivo. Con eventi di questo tipo la cosa principale è incontrare e conoscere persone che lavorano nel tuo stesso ambiente. Il risultato è la vittoria, è vero, ma soprattutto l’aver conosciuto molte persone nuove, che senza questa partecipazione magari non avrei mai incontrato. È fondamentale fare rete, soprattutto a Messina. Ho conosciuto tanta gente che studia al Conservatorio, che io non frequento perché studio altro. Questa cosa per me è stata motivante, è stato stimolante entrare in contatto con tanti altri artisti. La vittoria è stata una cosa bellissima, la ciliegina sulla torta, sarei ipocrita a non dirlo. Ma mi è rimasto tanto altro. Penso anche alla possibilità di suonare il pianoforte dal vivo davanti a un pubblico bellissimo, in cui c’erano anche amici e familiari: è stato bello”.
La cantante: “Bellissimo sapere di aver trasmesso qualcosa”
L’emozione di Ademara nell’esibirsi, con la voce e al pianoforte, traspare chiaramente dalle sue parole: “Quando canto mi sento in un modo diverso rispetto a come mi sento tutti i giorni. Una vittoria o una sconfitta non mi farebbe mai abbandonare la musica. Io mi sento giusta per questo ambiente per quello che senso e che provo, ma anche per la risposta del pubblico. È bellissimo quando qualcuno si avvicina e ti dice di avergli trasmesso qualcosa. Questo è quello che mi ha fatto capire di poter continuare a fare ciò che faccio, anche in un centimetro quadrato e con una manciata di persone che ti conosce”.
Il lungo percorso nella musica già da bambina
Pur giovanissima, la cantante fa musica da quasi due decenni e la sua voglia di continuare si è fatta sempre più forte col passare degli anni: “Per me è stata una consapevolezza arrivata con il tempo. Studio musica da quando avevo 6-7 anni, prima con la propedeutica musicale poi con il violino e il pianoforte. Poi il terzo strumento, la voce. Oggi canto e suono il pianoforte, il violino però è rimasto nel mio cuore. Ho continuato a studiare, ho fatto festival ed esibizioni che mi sono servite e mi servono ancora. Il canto lo studio oggi privatamente, mentre studio Medicina all’Università. Continuo ad avere un’ambizione nella musica, ma consapevole del fatto che posso dire la mia e senza guardare a quanto lontano potrò arrivare. A prescindere dalla distanza il mio messaggio è sincero e questo mi basta. Mi piacerebbe pubblicare un mio brano e arrivare a più persone possibili, ma anche adesso sono già soddisfatta e gratificata. Perché alle persone che mi conoscono lancio un messaggio vero, attraverso una musica che è molto intima e magari si discosta un po’ dai mondi odierni della trap, del rap”.
“Mi sento grata, soddisfatta – ha proseguito Ademara -. I progetti futuri, in termini concreti, saranno provare a pubblicare il mio primo inedito, cantato per la prima volta al Messina Music Contest. Il brano si chiama ‘Tanto poi’. L’ho suonata senza regole, sedendomi al pianoforte e interpretandolo come avrei voluto. Al festival ho conosciuto una parte di me che non conoscevo, avevo anche un po’ paura. Ho cantato prima la cover di ‘Due vite’ di Marco Mengoni perché mi sono detta: magari la gente non capisce il messaggio che vuoi mandare con l’inedito e non funziona. Quindi nella prima fase ho cantato la cover e ha funzionato. Ma alla seconda, in finale, ho deciso di giocarmela. Ho sentito che la gente si è emozionata con me, anche chi non mi conosceva prima, ed è stato bellissimo. Sono consapevole che si può fare sempre meglio: guardo al cielo, ma con i piedi sempre ancorati a terra”.
Ademara: “Il sogno? Un passo alla volta”
Il sogno? “Un passo alla volta, in maniera decisa e determinata, ma avanzo piano piano. Se c’è una cosa che Medicina mi ha insegnato è che ognuno ha il suo tempo e il suo valore. Se qualcuno riesce a fare una cosa prima di me ben venga, c’è chi arriva in tv o diventa artista emergente a 17-18 anni. A volte mi sono sentita in ritardo, ma sentirsi così non è un bene, ti rallenta ancora. Ho capito che bisogna andare avanti sulla propria strada, quasi col paraocchi. Ancora ho 23 anni, sto imparando a crescere anche da questo punto di vista”.
