Il direttore della Caritas diocesana chiarisce i riferimenti alle "sale bingo" usati in quarta commissione: "Non era riferito a una specifica attività"
MESSINA – Nel caos della quarta commissione consiliare di martedì 2 dicembre, c’è stato un passaggio del discorso di padre Nino Basile, direttore della Caritas diocesana, che ha destato scalpore. Nel ragionamento complessivo fatto in aula, infatti, ha parlato del fenomeno del gioco d’azzardo tra i minori e si è chiesto: “Ma dove vanno a prendere i soldi per giocare?”. Poi ha aggiunto: “Qui ci spieghiamo perché aumenta la prostituzione. Più maschile che femminile visto che la maggior parte dei giocatori è tra i maschi. Succede anche nelle ‘sale bingo’ della città, lo continuiamo a dire. Bisogna approfondire e trovare insieme soluzioni”.
A distanza di diverse ore, padre Basile ha chiarito il riferimento. In una nota la Caritas ha spiegato: “A seguito delle polemiche scaturite a margine della IV Commissione consiliare del Consiglio Comunale di Messina alla quale ha partecipato il Direttore della Caritas diocesana padre Nino Basile, si precisa che il riferimento alle ‘Sale bingo’ utilizzato da p. Basile era esclusivamente evocativo della prossimità al mondo del gioco d’azzardo e in alcun modo riferito ad una specifica attività di gioco regolate comunque dalle leggi vigenti. Ne tanto meno si voleva ledere la legittimità delle stesse attività. Si intendeva – inoltre – fare riferimento al fatto che, ogni tipo di dipendenza, quindi anche quella dall’azzardo, induce a compiere azioni, spesso anche estreme, atte a procurarsi il denaro per soddisfare la propria dipendenza”.

Il prete e il magistrato convocati dalla commissione del nulla non sono andati per sentire gli assessori raccontare le loro opere ma per porre un problema che qualcuno , o per limiti o faciloneria o malafede, ha tentato di dribblare. Un grande problema mentre i politici non fanno né i politici né i cristiani