Servizio guardie venatorie affidato a privati. 15 lavoratori a rischio

Servizio guardie venatorie affidato a privati. 15 lavoratori a rischio

Servizio guardie venatorie affidato a privati. 15 lavoratori a rischio

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venerdì 07 Febbraio 2014 - 10:32

Secondo il deputato regionale del Partito Democratico, Franco Rinaldi, l'affidamento è illegittimo. Presentata in merito un'interrogazione all'Assemblea Regionale Siciliana per chiedere che sia tutelato il lavoro delle 15 guardie venatorie della provincia di Messina

“Revocare la determina dirigenziale numero 144 del 24 dicembre 2013 con la quale viene affidata ad un istituto privato la gestione del ‘servizio relativo all’attività di vigilanza venatoria, pesca nelle acque interne, tutela della fauna, salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio naturale compresa la vigilanza antincendio del territorio nella provincia di Messina’, nonostante la Provincia regionale di Messina sia socia della Società partecipata ‘Vigilanza venatoria ed ambientalista s.r.l.’, nella quale 15 lavoratori rischiano il posto”. Lo chiede il deputato regionale del Partito democratico, Franco Rinaldi.

“Dopo essere state assunte a tempo indeterminato nel 2003 – spiega Rinaldi – essendo risultate idonee ad una pubblica selezione indetta da Multiservizi S.p.A., d’intesa con la Provincia regionale, a 15 guardie venatorie prima è stato imposto il tempo determinato in evidente violazione di legge, poi non è più stata garantita la continuità lavorativa”.

“L’affidamento del servizio a un privato – aggiunge il deputato del Pd – è illegittimo, in quanto doveva essere attribuito direttamente alla Società partecipata, perché l’unica legittimata a svolgere il servizio. L’A.N.C.R. s.r.l. a cui è stato affidato il servizio, inoltre, è un Istituto di Vigilanza Privata e l’attività di ‘vigilanza sulla caccia e sulla pesca nelle acque interne, tutela della fauna, salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio naturale, compresa la vigilanza antincendio’ non rientra nel campo dei servizi degli Istituti di vigilanza privata, persistendo il divieto posto da parte dell’autorità di Pubblica Sicurezza a svolgere attività diverse da quella autorizzata, tra le quali la vigilanza venatoria non è prevista”.

Rinaldi chiede “quali iniziative si intendano assumere a tutela del diritto alla stabilizzazione di quei lavoratori che dal 2002 hanno prestato servizio ininterrottamente e periodicamente, tenuto conto, peraltro, che oltre ad avere diritto di precedenza, nella pianta organica della Provincia sussistono n. 186 posti vacanti di categoria C , dove sono allocate le guardie venatorie”.

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