-…Scilla dentro a le sue buie caverne stassene insidïando; e con le bocche de’ suoi mostri voraci, che distese tien mai sempre ed aperte, i naviganti entro al suo speco a sé tragge e trangugia…-: così Virgilio parla di Scilla nel famoso passo dell’Eneide.
Le origini di uno dei più deliziosi e affascinanti borghi di Calabria, infatti, si perdono nell’antichissima storia leggendaria e mitologica che oggi alimenta la magicità del luogo.
Proprio dalla storia delle origini di Scilla si alimenta la pubblicazione -Tempeste a Scilla-, realizzata da Enrico Pescatore e edita da Pasquale Arbitrio: il libro è stato presentato in anteprima assoluta proprio ieri sera, all’interno della manifestazione enogastronomica “Scilla! Il Vino è protagonista, bevi calabrese”, propossa dall’Associazione “Scilla Futura” per la valorizzazione del vino Calabrese.
Scilla s’è ritrovata nella principale piazza della città dedicata a San Rocco, patrono del borgo, e ha mostrato particolare interesse alla presentazione del libro e alla proiezione di diverse decine di fotografie raffiguranti fenomeni meteo estremi proprio sul centro del basso reggino tirrenico.
L’autore ha spiegato le motivazioni che l’hanno spinto a realizzare questo libro, e le fatiche per portarlo a termine.
La professoressa Elisa Cardona ha contribuito alla stesura del libro e ha voluto raccontare in prima persona tutti i ricordi della devastante mareggiata del capodanno ’80: -l’acqua ci entrò in casa distruggendo la spessa e compatta porta in noce; eravamo ostaggio delle onde che al primo piano fecero razzìa di tutti i nostri averi e ci costrinsero per tutta la notte al secondo piano dell’abitazione. Di quell’evento devastante, però, mi piace ricordare l’amore, l’affetto e la solidarietà di tutti i nostri vicini, di tutti i nostri concittadini. I giorni successivi all’evento devastante furono quelli della pulizia e della ricostruzione di ciò che era stato distrutto, e nel dolore della tragedia ritrovammo forza e identità comune-.
Peppe Caridi, presidente di MeteoWeb, ha collaborato alla stesura del libro e ha fatto il punto della situazione sul rischio naturale che interessa Scilla, spiegando come la località del basso Tirreno reggino sia la più piovosa tra le città di mare dell’intera provincia, -con all’attivo una media di 900mm annui a fronte dei 600mm del capoluogo, Reggio, e dei 500mm di alcune aree della costa jonica-.
Peppe Caridi ha spiegato che per gli appasionati e gli studiosi di clima, meteorologia, mareggiate, tempeste di ogni tipo, Scilla non è semplicemente una località di turismo estivo e balneare ma un luogo d’alto interesse scientifico.
E a proposito di scienza, il professor Fortunato Alfredo Ascioti, docente della facoltà di Ingegneria presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria ha tenuto un’interessantissima e approfondita relazione didattica sulle onde in generale e, nello specifico, sulle onde marine di Scilla.
Alle relazioni di chi ha presentato il libro è seguito un interessante dibattito che ha coinvolto il pubblico, a partire dal primo cittadino Gaetano Ciccone che ha raccontato come ha vissuto la tremenda mareggiata del capodanno ’80 da un punto di vista istituzionale: in quei giorni, infatti, ricopriva il ruolo di vicesindaco ma essendo l’allora sindaco Giuseppe Vita fuorisede, a lui spettò il compito di coordinare e gestire l’emergenza.
Il volume contiene un capitolo dedicato alla leggenda e alla storia di Scilla, un approfondimento sulle onde e sulle mareggiate, numerosi ricordi dettagliati della -tempesta di capodanno- ricordata come -una notte da incubo- e, infine, alcune rubriche come il glossario di mari e venti, le onde dello Stretto e gli altri tipi di tempeste che fanno di Scilla un -paese a rischio-.
Insieme a Enrico Pescatore, Elisa Cardona, Peppe Caridi e Fortunato Alfredo Ascioti vanno ricordati anche Mimmo Petrucci, Placido Cardona, Pasquale Arbitrio non solo per aver scommesso nell’investimento del libro, ma anche per il ricchissimo e prestigioso contributo fotografico, e Mariateresa Varbaro che ha curato la traduzione in inglese che rende anche questo libro un vero e proprio manuale per i turisti che, oltre ai soliti approfondimenti sulla storia, sull’arte e sull’archeologia possono apprendere le peculiarità naturalistiche, meteorologiche, ambientali e marine di Scilla.
L’autore ha voluto dedicare il libro -alla mia bisnonna Giuseppina che, 92enne il giorno della devastante mareggiata del capodanno ’80, mi confidò di non aver mai assistito a nulla di simile. E, sconvolta per la furia di quella tempesta, aggiunse che neanche suo padre e suo nonno le avevano mai parlato di mareggiate così violente-.
A Chianalea, le onde superarono i tetti delle case riversandosi nella stradina pedonale, e furono osservate sulla rocca del Castello onde fino alla metà della rocca stessa: si tratta quindi di oltre 30 metri d’altezza!
-Se quella notte non morì nessuno – ha detto il sindaco Ciccone – fu perchè abbiamo avuto molta, molta fortuna-.
-Infatti – ha aggiunto Enrico Pescatore – non sappiamo cosa sarebbe accaduto se qualcosa del genere anzichè verificarsi nella notte di capodanno, quando comunque eravamo tutti svegli e lucudi, si fosse verificato in una qualsiasi altra notte dell’anno, quando, a quell’ora, il mare ci avrebbe colto di sorpresa sotto le coperte e non ci avrebbe dato il tempo di evacuare le abitazioni-.
