Arriva il gran caldo e scatta anche l’allarme incendi. L’unione dei Nebrodi ha attivato il piano antincendio 2009 che, partendo dalle indicazioni del “manuale operativo per la predisposizione di un piano intercomunale di protezione civile”, emanato dal dipartimento della protezione civile, prevede indicazioni ed interventi per un’azione di contrasto al rischio degli incendi di interfaccia.
L’unione dei comuni ha messo a disposizione due moduli antincendio, nonché il materiale e le attrezzature per i primi interventi sul territorio a difesa in caso di roghi. A carico dei comuni anche le spese per le squadre antincendio, ognuna delle quali sarà coadiuvata dall’ufficio tecnico e dal servizio di protezione civile del comune interessato. Sarà compito delle squadre occuparsi di tutti gli aspetti di carattere logistico-tecnico e dal comando dei vigili del urbani per quanto attiene la vigilanza e la repressione.
Da luglio a settembre l’Unione dei comuni dei Nebrodi fungerà anche da base operativa dove verranno curati anche i rapporti e lo scambio di informazioni tra gli uffici comunali della protezione civile, vigili del fuoco e presidi della forestale. Negli anni scorsi quello dei Nebrodi si è dimostrato un territorio ad alto rischio di incendi di interfaccia e boschivi e per questo anche il parco dei Nebrodi ha aderito al piano operativo 2009, proseguendo la collaborazione con azioni comuni per prevenire e fronteggiare gli incendi boschivi, ma anche per attuare delle efficaci campagne di sensibilizzazione ed informazione messe a punto dall’unione dei Nebrodi.
Per far fronte ad eventuali emergenze incendi nel territorio nebroideo, che va da Capo d’Orlando a Santo Stefano di Camastra ed interessa anche le aree montane di San Fratello e Caronia, i mezzi a disposizione dell’unione non sono sufficienti.
Per questo Giuseppe Collura, sindaco di Caronia e presidente dell’unione dei Nebrodi, ha richiesto, al dipartimento regionale della protezione civile, l’assegnazione di due ulteriori moduli antincendio per coprire contemporaneamente l’intero territorio dell’unione e garantire la presenza stabile di almeno un mezzo nel parco dei Nebrodi.
