Ancora un appello del consigliere provinciale Massimiliano Branca. Il Tat parla di “danno esistenziale”
Il Consigliere provinciale, Massimiliano Branca, appartenente al gruppo “Gioventù della libertà”, chiede al Presidente della Provincia ed all’Assessore all’Ambiente di attivarsi per avere maggiori informazioni sull’impianto a idrogeno in progetto di realizzazione da parte della Raffineria di Milazzo, che dovrebbe trovare collocazione all’interno dello stabilimento della stessa.
“L’impatto ambientale che la nuova struttura potrebbe avere – scrive il consigliere sempre attento alle questioni ambientali del comprensorio milazzese – necessita di considerazione e valutazione preventiva, trattandosi di una probabile industrializzazione pesante che sarebbe un ulteriore aggravante per la già difficile situazione della Valle del Mela. Si fa, inoltre, presente che a tutt’oggi non sono pervenuti i dati più volte richiesti all’ARPA di Palermo e di Messina in modo da poter sapere se le apparecchiature dalle stesse collocate sono perfettamente funzionanti e conoscere i risultati di tali controlli”.
Il consigliere Branca, data l’importanza e l’urgenza della trattazione di tali temi, ha anticipato anche che se nell’arco di un breve periodo non dovesse ricevere alcuna informazione, darà seguito all’invito con la presentazione di un’interrogazione, al fine di investire l’aula consiliare di palazzo dei Leoni della vicenda.
E sull’argomento Valle del Mela è intervenuto anche il vice presidente del Tat, Tutela Ambiente e Territorio Salvatore Crisafulli, sottolineando il ‘danno esistenziale’ per i cittadini della zona. “Nella Valle del Mela non ci facciamo mancare nulla – scrive – abbiamo la crisi ambientale, il mancato sviluppo socio-economico, il dissesto territoriale, danni alla salute, danni al patrimonio pubblico e privato, un sistema sanitario e macchine amministrative che se ci fosse la regola della revisione verrebbero inibite alla prima verifica. Eppure i Cittadini credono sempre nel grande cambiamento”.
Per tutti ciò che si concretizza, per Crisafulli si configurerebbe il ‘danno esistenziali’ , in quanto lesione del diritto al libero dispiegarsi delle attività umane, alla libera esplicazione della personalità. “Si proprio il Danno Esistenziale – continua – che si fonda sulla natura non meramente emotiva ed interiore, oggettivamente accertabile del pregiudizio, attraverso la prova di scelte di vita diverse da quelle che si sarebbero adottate se non si fosse verificato l’evento dannoso. Il mancato sviluppo, il perpetrare forme incompatibili e limitative dello sviluppo, provoca il Danno Esistenziale, che pretende una forma risarcitoria dove far convergere tutti i diritti costituzionalmente garantiti attinenti alla persona umana Il danno esistenziale potrebbe ben calarsi nella realtà della Valle del Mela, per la palese lesione del diritto alla libera autodeterminazione, per la condizione illecita di limitazione di altre forme di sviluppo, per il doversi arrangiare, costretti ad agire diversamente e relazionarsi in altro modo. Tale dissesto del sistema naturale, limita anche la libera esplicazione della personalità.
Ma la cosa ancora più grave è che le industrie che sono la causa del dissesto fisico del territorio e dell’ambiente, si trovano in una condizione di palese illegalità rispetto alla normativa in vigore in materia ambientale, eppure con un intreccio che ha dell’incredibile, si vuole sostenere la compatibilità. Tale presunzione si fonda, probabilmente, sulla fragilità di alcuni soggetti della Pubblica Amministrazione, piuttosto che impedire l’illecito, artatamente costituiscono un sistema imperfetto utile a perfezionare la attuazione del proposito speculativo”.
E.R.
(FOTO DINO STURIALE)
