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Animazione turistica, consigli per lavorare nel settore

Pierluigi Siclari

Animazione turistica, consigli per lavorare nel settore

venerdì 28 Febbraio 2020 - 08:00
Animazione turistica, consigli per lavorare nel settore

Mancano diversi mesi all’inizio dell’estate, ma chi si occupa di animazione turistica ha già iniziato a preparare la stagione. Come ogni anno, saranno migliaia i giovani – e non solo – che si candideranno per un ruolo nel settore.

Lo scorso anno Adriano Megna, capo-animatore e selezionatore con più di venti anni di esperienza, ci aveva raccontato il “dietro le quinte” dell’animazione (qui il link all’intervista). Lo abbiamo ricontattato per chiedergli una serie di consigli per chi è in cerca della prima esperienza come animatore.

Rischio di crisi

Non possiamo iniziare la nostra chiacchierata senza un accenno alle recenti preoccupazioni dovute al coronavirus. “Naturalmente villaggi e alberghi rischiano di lavorare meno del previsto” dice Adriano Megna. “Se andrà davvero così, di conseguenza investiranno di meno nell’animazione. Rischiamo perciò di avere meno opportunità di lavoro, e compensi più bassi rispetto a quanto ognuno di noi è abituato. La speranza è che le situazioni migliori velocemente, e che gli ospiti possano villeggiare in tranquillità in tutte le strutture del Paese”.

Da dove iniziare

Una persona che decide intraprendere questo lavoro probabilmente cercherà informazioni su internet. “Consiglio di evitare i siti generici dedicati alle proposte di lavoro. Meglio usare quelli delle varie agenzie, per cercare di capire come lavorano, cosa cercano, e quando svolgeranno le selezioni. Consiglio sempre di lavorare tramite agenzie e non alle dipendenze dirette di una struttura. Questo per due motivi: il primo è che l’agenzia garantisce al futuro animatore maggiore formazione; il secondo è la possibilità di lavorare anche fuori dalla stagione attraverso eventi della stessa agenzia”.

“Capisco che una persona estranea al settore non possa conoscere il livello di serietà di ogni agenzia. Un elemento a cui far caso è con quante strutture lavora. Se sono tante, probabilmente lavora bene ed è solida, anche dal punto di vista economico. Questo, naturalmente, senza nulla togliere ad agenzie più piccole, che possono aver iniziato la propria attività da poco, e lavorano con poche strutture ma con estrema correttezza”.

Stage e colloquio

In genere le agenzie rispondono molto velocemente alle candidature. Il percorso conoscitivo inizia con un pre-colloquio telefonico, se questo ha un esito positivo il candidato viene invitato a partecipare a uno stage.

“La maggior parte degli stage sono a pagamento” spiega Adriano. “Del resto, per un’agenzia ospitare decine di ragazzi per tre giorni sarebbe un costo insostenibile. Ai ragazzi, però, dico di fare attenzione al costo, che deve essere proporzionato a vitto e alloggio per il periodo in questione. Il valore della formazione lo deve coprire l’agenzia con le proprie figure. Attenzione anche ad eventuali imposizioni relative all’acquisto di magliette o altri materiali durante lo stage, che sono obblighi assolutamente immotivati”.

“Durante questi tre giorni cerchiamo di conoscere i candidati, di scoprire le loro qualità e le loro motivazioni. La conoscenza, però, deve essere reciproca, infatti quando faccio selezioni invito sempre i ragazzi a pormi domande. Suggerisco agli aspiranti di chiedere informazioni relative a come si andrà a lavorare, non solo a dove si andrà o allo stipendio”.

“Ciò detto, parliamo di lavoro. La prima esperienza è un momento di semina, serve per conoscere questo mestiere e mettersi alla prova, ma è appunto un lavoro. Solitamente, il compenso per una prima esperienza si aggira tra i quattrocento e i cinquecento euro al mese. Sconsiglio di accettare cifre più basse, a meno che non si tratti di situazioni particolari, in cui l’orario di lavoro è ridotto. Se, ad esempio, una struttura propone ai clienti animazione solo diurna e non serale, il compenso per gli animatori sarà inferiore”.

“Ricordiamo un animatore in stagione non paga vitto e alloggio, e che stiamo parlando di prime esperienze. I tre giorni degli stage di cui abbiamo parlato non bastano a imparare il lavoro, perciò in villaggio o in albergo non potranno assumersi grosse responsabilità, anzi spesso avranno bisogno di aiuto. La cosa fondamentale è imparare, anche perché nel nostro lavoro più si migliora più si può guadagnare”.

Consigli per la stagione

Superati pre-colloquio, stage e colloquio individuale, e accettata l’eventuale proposta dell’agenzia, la prima esperienza arriverà a confrontarsi davvero con il mondo dell’animazione. Anche una persona motivata, estroversa e con tanta voglia di lavorare può trovarsi in difficoltà. “Può capitare anche a ragazzi a proprio agio con gli altri di subire l’impatto del villaggio. Vuoi per la novità, vuoi per il relazionarsi con molte più persone a cui ci si è abituati. I motivi possono essere diversi. Avere difficoltà, e commettere degli errori, non significa che non si possa imparare a lavorare bene.

“Nella mia carriera ho conosciuto tanti animatori che all’inizio erano tutt’altro che brillanti; però erano volenterosi, hanno affrontato con coraggio i propri limiti e lavorano ancora, e con successo, nell’animazione”.

“Certo, in questi casi contano la determinazione e l’impegno che ci mette il nuovo animatore, ma anche le capacità del capo-animatore. Una prima esperienza non può scegliersi il capo, ma può approfittarne se ne trova uno in gamba e disponibile al dialogo. L’ultimo suggerimento, infatti, consiste nel parlare con proprio capo di qualsiasi tipo di problema riguardante il lavoro. Affrontarlo è l’unico modo per risolverlo e evitare che peggiori”.

animazione turistica

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Un commento

  1. Ma ancora con queste interviste fuorvianti?

    Vi consiglio di leggere questo articolo sull’epresso: https://m.espresso.repubblica.it/inchieste/2020/02/11/news/lo-sfruttamento-animatori-turistici-agenzie-truffa-1.343757#

    E vi ricordo che lo stipendio mensile 2020 in Spagna è di 1.108,33 €, per una prima esperienza. Otto ore di lavoro al gg, 2 days off la settimana, ferie, permessi e previdenza.

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