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Atm, l’aula dice sì agli emendamenti stravolgi delibera presentati dal’Udc. Ma il Pd è pronto a chiedere il conto

ELENA DE PASQUALE

Atm, l’aula dice sì agli emendamenti stravolgi delibera presentati dal’Udc. Ma il Pd è pronto a chiedere il conto

giovedì 02 Febbraio 2012 - 00:59

La delibera, così emendata, prevede che la procedura di messa in liquidazione sia condizionata all’approvazione di ulteriori delibere, da parte del consiglio, sul piano industriale e sulla trasformazione in Spa. Ma tutto rimane in bilico, in attesa dei pareri alle “correzioni” proposte dal Partito democratico

Premettiamo subito di stare ragionando nel campo delle ipotesi: se la delibera Atm, nella seduta di consiglio di ieri sera, fosse stata messa in votazione, più che parlare di delibera proposta dall’amministrazione sarebbe stato necessario parlare di delibera presentata dall’Udc. Dopo oltre un’ora di dibattito sul nulla, l’aula ha infatti approvato gli emendamenti, tanto discussi, presentati dal partito centrista, e “confezionati” dal consigliere Melazzo. Tre in particolare quelli che stravolgono del tutto il documento dalla giunta: il 12 (13 sì; 0 no; 10 astenuti), il 13 (13 sì, 0 no; 11 astenuti) e il 14 (12 sì; 8 no; 3 astenuti). Di fatto, gli emendamenti, di natura modificativa e aggiuntiva, condizionano la procedura di messa in il liquidazione a vincoli ben precisi: con il primo, l’attuazione della procedura di liquidazione è condizionata alla previa approvazione da parte del consiglio comunale di apposite delibere volte alla costituzione di società per azioni (entro 90 giorni dall’approvazione della delibera in oggetto) ed all’approvazione, entro 60 gironi, (sempre dall’approvazione della delibera in oggetto) dei propedeutici statuto e piano industriale. Con il n°13, viene stabilito, a garanzia dei lavoratori (compresi contrattisti e lavoratori Ztl), che le condizioni del riassorbimento vengano decise già nel piano industriale. Infine, il 14 prevede che la liquidazione sia avviata entro otto mesi dell’esecutività della delibera ma solo dopo che il consiglio abbia provveduto all’approvazione delle suddette delibere riguardanti la costituzione delle nuova società e del piano industriale.

Esito più che soddisfacente, dunque, per l’Udc, che il partito centrista non può però certo considerare farina del proprio sacco, almeno non in termini numerici. E lo fanno ben presente tanto i colleghi di maggioranza del Pdl, che astenendosi non hanno ostacolato l’approvazione degli emendamenti, quanto quelli del Pd, con il capogruppo Felice Calabrò che, come dallo stesso affermato, «aspetta l’Udc al varco». Quale? Quello in cui l’aula, e dunque anche l’Udc, sarà chiamata ad esprimersi sui due maxi emendamenti, anch’essi totalmente “innovatori” rispetto alla delibera presentata dalla giunta, e al momento in attesa dei pareri di dirigente e ragioniere generale: «Il Pd responsabilmente – afferma Calabrò – ha votato i vostri emendamenti, che, lo precisiamo, altrimenti non sarebbero mai passati. Lo stesso trattamento però, ci auguriamo venga riservato nel momento in cui verranno trattati i nostri». Un sostegno, quello del Pd nei confronti dell’Udc, che risponde dunque alla logica del “buon rendere”. Logica che invece risulta improponibile per Pergolizzi, (Fli), che con Mpa e Risorgimento Messinese hanno dato il lasciapassare all’Udc: «La proposta di Calabrò è inaccettabile – commenta Pergolizzi – perché gli emendamenti tra le due parti sono contrastanti. Alla fine si rischia solo arrivare ad un aborto di delibera a cui non potrò che dare voto contrario. Anzi la mia proposta rimane sempre quella del ritiro del documento».

Poco convinto delle proposte modificative del Pd, su cui dunque si preannuncia una lunga battaglia, il consigliere Cantello (Sicilia Vera), firmatario di altri due emendamenti, anch’essi in attesa di parere. Il primo riguarda l’avvio di azioni responsabilità, entro 60 giorni dall’approvazione della delibera, nei confronti di chi ha amministrato per anni l’azienda, tanto nella gestione ordinaria quanto in quella straordinario; il secondo prevede l’aggiunta, prima del deliberato, di una parte di testo in cui si specifica che la “votazione del presente atto e quindi l’avvio di ogni procedure che interessi l’Azienda speciale, sia subordinata alla realizzazione di un piano di ristrutturazione del debito, con relativa comunicazione ai creditori, da cui si evinca la volontà di rilancio dell’azienda, con relative proposte inerenti le modalità di pagamento del debito”.

Una soddisfazione condizionata, dunque, quella dell’Udc, già chiamato a riflettere sul comportamento da adottare di fronte all’ “out-out” del Pd: nel caso in cui, infatti, l’appoggio richiesto non ci sia, in fase di votazione della delibera (che risulterebbe dunque in toto emendata dall’Udc), il Partito democratico potrebbe rendere pan per focaccia bocciando il documento. Bocciatura che, tuttavia, non è escluso si possa attendere anche dal Pdl nel caso in cui l’Udc dica sì al Pd, o qualora il Popolo della Libertà non voglia appoggiare una delibera totalmente approvata dall’Udc, che pure è, o dovrebbe essere, parte della maggioranza.

Una buona scorciatoia, per Cilento e colleghi, rispetto alle condizioni del Pd potrebbe però essere rappresentata dai pareri agli emendamenti del Partito democratico: nel caso in cui, infatti, fossero negativi, il partito centrista potrebbe trovarsi nella posizione, ufficialmente giustificabile, di non dare il proprio assenso. Ma questo sarà da vedere (ELENA DE PASQUALE).

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3 commenti

  1. Mettetevi il cuore in pace. Messina è una città dove può, di tutto, ma sempre di negativo, accadere., con buona pace e tolleranza da quegli organi istituzionale che avrebbero il dovere di intervenire con tempestività e decisionismo..Da tempo si parla dell’Atm, sui è anche detto che tutti i bilanci consuntivi dal 2003 al 2008 risultano redatti in violazione dell’articolo 114 del decreto legislativo 267/2000, e che il Consiglio Comunale si è ben guardato ad approvarli. Che il “consuntivo 2009” privo di parere da parte degli organi di revisione contabile giace fra le cartacce del “Consiglio Comunale ” il quale violando l’articolo 328c.p., si rifiuta di esaminarlo e decidere di conseguenza. Questa è Messina, la città dove il “fango” fa emerge e si diffonde in quanto “cittadino benemerito” di una città fallita. Adesso si legge che il “bilancio consuntivo” 2010 è stato redatto da uno studio “barcellonese”. Che si abbia il coraggio di pubblicarlo per consentire ai messinesi di potere esprimere il loro parere, che, almeno questa volta, possa essere positivo

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  2. Carissima Elena De Pasquale,lei insieme a Danila La Torre avrebbe la capacità di far crescere ancora di più l’opinione pubblica messinese,se la vostra penna digitale non si fermasse solo ai comunicati stampa,ma indagasse atti poco conosciuti,come i RESOCONTI delle sedute del Consiglio pubblicati nel sito del Comune,che richedono per la loro lettura professionalità che certamente possedete.Il resoconto di martedì scorso,quello sulle importantissime delibere di ATM e della VARIANTE urbanistica per migliorare le condizioni di sicurezza ed arginare la cementificazione del territorio,è emblematico dello stato pietoso in cui versa palazzo Zanca e degli interessi in gioco.Sintetizzo.Convocazione alle 18 inizio 19,50,presenti 32 consiglieri su 45,alla faccia della produttività e della serietà di chi l’onere e l’onore di rappresentare i messinesi.CAPURRO chiede il prelievo della delibera Variante,che è la 16ma,visto l’urgenza manifestata da Corvaja.Da questo momento si mette in piedi una sceneggiata con il nome PREGIUDIZIALI,in cui gli attori principali sono MELAZZO e SAGLIMBENI,con la spalla PERGOLIZZI,il cui unico risultato alle 21,30 è stato respingere l’inversione dell’ordine del giorno per la VARIANTE di Corvaja.Hanno lavorato,si fa per dire,solo 1 ora e 40 min,a fronte di delibere importanti su ATM e VARIANTE.Notizie sugli attori:MELAZZO candidato nel PDL,transita all’UDC di D’Alia.SAGLIMBENI candidato nel PD transita nel GRUPPO MISTO di nessuno,PERGOLIZZI candidato nel PDL va in FUTURO e LIBERTA’ di Briguglio.I tre consiglieri hanno in comune con PAOLO di essere folgorati sulla via di Damasco.Per me Damasco è ritardare fino a bloccare la VARIANTE di Corvaja,vedrete li vedremo in prima fila anche contro le sue LINEE GUIDA per il nuovo PRG.Per favore Consiglieri,non chiamatela normale dialettica politica,non fate torto alla vostra intelligenza.

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  3. SONO SENZA PAROLE.A completamento del mio precedente commento informo i messinesi che il Consiglio Comunale si riunirà GIOVEDI’ 9 febbraio, resterà chiuso per ben 7 giorni.

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