Una delibera a favore della street art. E' quello che hanno chiesto i membri del Teatro Pinelli all'assessore all'arredo urbano Daniele Ialacqua. Già definite le linee generali in un primo incontro a Palazzo Zanca. Intanto, venerdì si riunirà la X Commissione Consiliare sui Beni Comuni.
Nelle sue “Lettere Luterane” Pasolini parla dell’educazione delle cose. Ovvero dell’influsso silenzioso ma inarginabile che i luoghi e gli oggetti hanno sulla nostra formazione e il nostro modo d’essere. Un’elevazione culturale passerebbe, dunque, anche da una riqualificazione dei luoghi. Da questo punto di vista condizione imprescindibile per il riscatto e la valorizzazione di molte zone cittadine, soprattutto periferiche, è una vera e propria educazione alla bellezza, offerta alla popolazione non in forme teoriche, ma nella pratica di un arricchimento dei luoghi tramite l’arte e con la successiva e necessaria cura del territorio che questo comporta.
Una rivoluzione culturale sempre presente nei discorsi del Sindaco Renato Accorinti, ma se si parla di rivalutare le periferie, entra in scena la street art con la sua valenza sociale, oltre che artistica. Nata nelle periferie delle grandi città industriali come grido di protesta contro il grigio del cemento e per renderle più “umane”, l’arte di strada si propone sempre più come strumento di valorizzazione urbana. Una proposta accolta, negli ultimi tempi, da molte città in Europa e nel mondo. E proprio per trasformare anche Messina in un museo a cielo aperto, alcuni membri del Teatro Pinelli hanno incontrato, ieri mattina, l’assessore all’Ambiente e arredo urbano Daniele Ialacqua. “Abbiamo abbozzato un canovaccio – spiegano – che l’assessore Ialacqua ha condiviso, ora parleremo anche con l’assessore Sergio Todesco, poi ci sarà un altro incontro a fine settimana”. L’intento è quello di formulare una delibera dell’amministrazione comunale che punterà sul riconoscimento dell’arte di strada come arte a tutti gli effetti e suggerirà un modus operandi tale da affidare periodicamente degli spazi cittadini interamente da dedicare a queste forme di espressione. Cuore di tutto questo dovrebbe essere la via Alessio Valore, dove si trova l’ex Casa del Portuale, divenuta la "nuova sede" del Teatro Pinelli il 25 aprile scorso,in seguito allo sgombero del Teatro in Fiera avvenuto a Febbraio.
Le intenzioni sarebbero, infatti, di consacrare l’intera via all’arte di strada, rendendola un piccolo museo a cielo aperto,con tanto di indicazione per i turisti che sbarcano alla stazione marittima. Il discorso, però, verrà esteso a tutta la città, con dei muri da assegnare dopo aver indetto dei veri e propri bandi: “Ci saranno dei muri pubblici – continuano gli attivisti di ritorno dal colloquio con l’assessore all’arredo urbano – alcuni destinati ad essere abbelliti, assegnati tramite un regolare bando pubblico. Altri che verranno lasciati completamente liberi, dove i giovani verranno educati e potranno fare pratica. Un espediente, questo, volto anche ad arginare il fenomeno degli scarabocchi sulle facciate cittadine. Contemporaneamente, chiederemo all’assessore Todesco di riconoscere al writing pari dignità rispetto a qualunque altra forma d’arte, che ha, inoltre, una valenza sociale, dal momento che riqualifica le periferie grigie ed abbrutite dal degrado. Tutto questo si colloca nella visione condivisa anche dall’amministrazione che vede nella cultura l’unica via di salvezza e di riscatto. I primi “esperimenti” potrebbero essere realizzati nelle sedi circoscrizionali. Non vogliamo dei musei come dei posti chiusi. Vogliamo che l’intera città diventi un grande museo a cielo aperto”.
Una presa di posizione ,quella che sta prendendo forma in una delibera che avrebbe come linee guida i contenuti sopra descritti, che si pone in netta opposizione alla cosiddetta delibera “anti-writes”, varata al tempo del Sindaco Giuseppe Buzzanca. Una norma di cui i rappresentanti del Pinelli, recatisi a Palazzo Zanca, ne hanno chiesto, tra le altre cose, la revoca. In realtà, però, la legge dovrebbe essere già decaduta. Nel 2008 i sindaci a seguito dell’art. 6 del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92 -Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica – convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 24 luglio 2008, n. 125, che allargava il potere di ordinanza anche in materia di ordine pubblico, fecero anche ordinanza nell’ambito della prostituzione, accattonaggio e imbrattamento dei muri. Tra i sindaci che usufruirono di questa possibilità anche l’allora primo cittadino di Messina, Giuseppe Buzzanca. Il 4 aprile 2011, però, la Corte Costituzionale dichiarò incostituzionale la norma che aveva allargato il potere di ordinanza dei sindaci. Di conseguenza quelle norme che in qualche misura si rifanno alla riforma del 2008 sarebbero da ritenere automaticamente illegittime.
Intanto, in questi giorni, i graffiti effettuati in via Alessio Valore hanno fatto discutere, dopo l’intervento della Polizia Municipale. La ragione dell’intervento sarebbe stata l’espandersi della zona d’intervento dei writers non alla sola facciata dell’ex casa del Portuale, ma all’edificio di fronte. Di questo e dell’avvio di un censimento per la salvaguardia e il decoro dei beni comunali – dei quali non esiste tutt’oggi un elenco dettagliato – discuterà la decima commissione consiliare per volontà del presidente, il consigliere comunale Daniela Faranda. La seduta si svolgerà venerdì prossimo nella sala Consiliare di Palazzo Zanca. Alla riunione sono stati invitati anche il presidente del Consiglio comunale Emilia Barrile, il comandante del Corpo di Polizia municipale Calogero Ferlisi e il responsabile della sezione Nucleo Decoro Urbano Biagio Santagati.
Nel frattempo all'ex Casa del Portuale, il dipinto dell’artista di fama mondiale “Blu”, danneggiato qualche settimana fa, è stato ristrutturato per mano del suo stesso creatore, che ha nuovamente lasciato Messina subito dopo. Molta gente si ferma ad ammirarlo e scattare delle foto. “Come se fosse un monumento”, sorridono i membri del Pinelli, che sperano che la delibera ipotizzata dall’assessore Ialacqua serva, tra l’altro, a tutelare l’opera. Quello che si vuole scongiurare è che il dipinto di Blu faccia la stessa fine di quello di Phase 2, il celebre writer statunitense che – trovandosi a Messina – dipinse una parte del muro esterno della Fiera nel 2001. Un anno dopo, davanti al graffito, veniva collocato un cartello pubblicitario. In seguito, il muro venne semplicemente abbattuto …(Eleonora Corace)

Tutto stà nel far capire alla gioventù la differenza tra la parola Arte (quella con la A maiuscola) e la parola imbrattare, sporcare, volgare, indecente, ecc…. che è ciò che più si vede sui muri e monumenti della città.
L’Arte vera deve essere ben presentata e ben accolta sarà.
Speriamo che fare arte non sia sempre consentire l’offesa dei simboli della fede di un popolo….blu l’amo con la croce lo poteva evitare
CERTO NON E’ GRADEVOLE VEDERE CROCI COME SIMBOLO NEGATIVO LA CROCE E’ UN SIMBOLO GRANDISSIMO…USATO CON IPOCRISIA DA QUALCUNO MA E’ UN GRANDE SIMBOLO
cerchiamo di capire e di tenere presente di chi si sta parlando….
BLU, UN ARTISTA INTERNAZIONALE
http://it.wikipedia.org/wiki/Blu_(artista)
Speriamo di vedere nascere un polo artistico dove potersi esprimere… pensiamo ai croceristi!
“Blu recently stopped by the beautiful island of Sicily where he spent a few days working on this new mural in Messina.
Painted at the Teatro Pinelli Occupato, the former home of the Port Authority, the Italian artist dropped yet another epic mural inspired by the story of Messina. Between ships and swordfish, Blu’s symbolism stands clear, denouncing the evil of human’s condition in today’s society. With his usual and distinctive pop and grotesque language, the artist distorts and destroys the symbols of capitalism, war, religion and politics.
Continue reading to get a full look at this piece and watch out for more updates from Blu soon”.
http://www.streetartnews.net/2013/08/blu-new-mural-in-messina-italy.html