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Atm Messina. I sindacati: “Campagna appicca il fuoco e poi si veste da pompiere”

Redazione

Atm Messina. I sindacati: “Campagna appicca il fuoco e poi si veste da pompiere”

giovedì 18 Febbraio 2021 - 11:24
Atm Messina. I sindacati: “Campagna appicca il fuoco e poi si veste da pompiere”

La lunga replica dei sindacati al presidente dell'Azienda trasporti

“Con tutta la buona volontà non si capisce cosa abbia spinto il presidente di Atm SpA, Giuseppe Campagna, a divulgare il comunicato apparso ieri sugli organi di stampa, intitolato “Clima di guerriglia in Atm, a chi serve?”, chiaramente volto a denigrare gratuitamente l’operato dei sindacati e propagandare all’esterno uno sterile vittimismo”.

Così la replica di Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal, Ugl e Orsa.

“Leggendo le dichiarazioni del massimo dirigente aziendale torna alla memoria un vecchio proverbio che recita: “chi litiga senza motivo poi deve fare la pace senza soddisfazione”. In buona sostanza il presidente Campagna, con pretesti anacronistici e per motivi arcani che non trovano riscontro a rigor logica, si è sentito in dovere di riesumare una nota interna, che i rappresentanti sindacali aziendali hanno inoltrato alla Direzione di Atm SpA il 3 febbraio scorso, cui Campagna ha immediatamente risposto utilizzando i medesimi canali aziendali interni e toni molto aspri”.

Trascorsi 14 giorni dall’evento, “che si era concluso con un consueto scambio epistolare interno fra azienda e sindacato, il presidente, spinto da una misteriosa frenesia di pubblico sfogo, ha pensato bene di trasformare un normale scambio di note interne in comunicato stampa che innesca l’ennesima polemica pubblica con i sindacati; per poi dichiarare con ostentata innocenza che la guerriglia in Atm non serve a nessuno. Tutto e il contrario di tutto. Come dire: prima appicco il fuoco e poi mi vesto da pompiere…”.

“Far intendere alla città che i lavoratori sarebbero soddisfatti di questa “gestione” aziendale e che i presunti attacchi dei sindacati siano strumentali, non sappiamo a cosa, è un falso ideologico, smontato anche dai risultati dell’ultimo sciopero che è stato un primo termometro della tensione che misuriamo giornalmente tra i lavoratori sottoposti ad un numero spropositato e spesso inutile di contestazioni disciplinari che non rileviamo in nessun altro contesto aziendale. Un’azienda che per seguire i suoi dipendenti ha inteso persino usare le agenzie investigative, non crediamo possa permettersi di additare il sindacato come soggetto ostile a seguito di una semplice nota di ordinaria amministrazione interna”.  

“Eppure in azienda si stava attraversando una fase di ricercata collaborazione che speravamo potesse generare i primi auspicati risultati. Proprio tre giorni fa,  in un confronto con Atm SpA, alla presenza dell’Amministrazione Comunale rappresentata dall’assessore Gallo, si è raggiunta un’importante intesa che con l’impegno delle risorse messe a disposizione dal Comune di Messina e dalla stessa Atm SpA, si riesce a garantire l’integrazione salariale ai dipendenti posti in cassa integrazione di conseguenza alla delibera di giunta che, a titolo di ristoro per i cittadini, ha sospeso il pagamento della sosta in area Ztl. Nell’occasione tutto il fronte sindacale ha espresso apprezzamento per l’impegno mostrato  a sostegno del reddito dei dipendenti Atm in cassa integrazione. Sembrava potesse esserci l’atmosfera propizia per affrontare la difficile trattativa relativa all’accordo integrativo di secondo livello che le parti si apprestano ad affrontare in questi giorni. L’auspicio adesso è che l’intempestivo comunicato di Campagna sia riconducibile a semplice incontinenza di propaganda, ma resta il timore per cui il presidente abbia invece interesse allo scontro pre tattico prima di sedersi al tavolo dell’accordo integrativo che, forse, non ha nessuna intenzione di sottoscrivere o di giocare al ribasso. Lo scopriremo nella prossima puntata di questa telenovela”.

“Campagna fa propaganda spicciola, mente e sa di mentire quando asserisce che tutte le azioni giudiziarie proposte nei confronti dell’azienda sono state rigettate dal Tribunale. Vorremmo capire quali sarebbero i contenziosi persi dai lavoratori genericamente citati nel comunicato aziendale, di certo c’è che il presidente preferisce dimenticare che in data 10/11/2020, il Tribunale del Lavoro ha condannato Atm SpA per aver negato ai lavoratori il contributo economico relativo al conseguimento della Cqc (Carta di Qualificazione del Conducente) che gli autisti Atm, per la prima volta nella storia, hanno dovuto pagare interamente di tasca propria. Con la citata sentenza, il Tribunale del Lavoro ha ingiunto all’Azienda di risarcire i lavoratori e l’ha condannata al pagamento delle spese processuali. Questi sono fatti certificati”.

In merito alle dichiarazioni di Campagna volte a stigmatizzare le espressioni del sindacato evidenziando che “il lessico non è mai ingenuo”, “ci limitiamo a riportare testualmente le espressioni del presidente e il lessico che normalmente utilizza quando si rivolge ai sindacati”.

Nel comunicato stampa di Atm SpA dello scorso 1 dicembre si legge:

“E’ giunto il momento che si prenda coscienza che questa classe sindacale, nei termini in cui oggi si spinge perfino al punto di creare panico e generare allarme tra i cittadini, pur di alimentare la contrapposizione politica all’Azienda, è assolutamente inadeguata”. E ancora: “…. alcuni sindacalisti, al solo fine di garantire situazioni di privilegio e posizioni determinate nel tempo a seguito di fatti illeciti, tendono a forzare la mano nei confronti del management aziendale…”. Il risultato è perfino scontato: chi semina vento raccoglie tempesta”.

I sindacati condividono “con Campagna il principio per cui bisogna “mettere da parte la posizione della contrapposizione a prescindere, per assumere, nel pieno rispetto dei ruoli e delle funzioni svolte, un atteggiamento di confronto costruttivo” ma non vorremmo che mentre lo dice il presidente in realtà pensi il contrario. Non sarà il sindacato a sottrarsi ad un confronto sereno ma solo dopo che Atm dimostrerà di riconoscere ai lavoratori il rispetto che meritano. Cominciamo a ragionare insieme e seriamente per costruire un’azienda solida, ma senza colpi bassi ad effetto mediatico, perché quando si gioca ad appiccare il fuoco per poi vestirsi da pompiere, prima o poi ci si brucia…”.

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