Udienze nel 2026 per una storia lunga e ingarbugliata. In primo grado Ato3 è stata condannata a pagarne 19 a Messinambiente
MESSINA – “Da un minimo di 36 milioni di euro, passando per 55 milioni fino a un massimo di 99”. Così ha parlato il capogruppo di Fratelli d’Italia Libero Gioveni soltanto pochi giorni fa, annunciando che la seconda commissione consiliare, presieduta da Margherita Milazzo, avrebbe ospitato nella seduta odierna il “caso” Ato3-Messinambiente. Si tratta di due procedimenti legali aperti da tempo e per cui, ha spiegato il consigliere “il Comune rischia di pagare un debito potenziale” che appunto potrebbe salire fino a quasi 100 milioni.
Già lunedì scorso si è parlato in commissione, con l’esperto del sindaco, l’avvocato Francesco Saija, dei 19 milioni di euro che Ato3, di cui il Comune è socio unico, dovrà versare a Messinambiente secondo quanto deciso dalla sentenza di primo grado.
Rischi potenziali per il Comune di Messina
Ma ci sono altri rischi? Potenzialmente sì, perché Ato3 dopo il primo grado ha presentato appello al tribunale di Palermo. Poi, però, c’è anche la seconda causa partita il 5 febbraio 2024. I curatori del fallimento di Messinambiente hanno citato in giudizio il Comune davanti al tribunale di Palermo “per richiedere il risarcimento danni, asseritamente patiti dalla massa dei creditori della Messinambiente SpA, per la lesione che sarebbe stata arrecata all’integrità del patrimonio sociale della società fallita”.
Quasi 80 milioni di euro di crediti
Nell’elenco dei crediti avanzati si parla di un totale di quasi 80 milioni di euro, tra cui anche i “17,8 milioni di euro che il Consiglio ha approvato come debito fuori bilancio il 17 ottobre 2017 e mai liquidato”. Da qui “la perizia presentata dal CTU” per un importo di 36 milioni di euro. Una cifra inferiore a 80 che potrebbe, quindi, essere “accettata” dal Comune.
Delia: “Le udienze ad aprile e a luglio 2026”
A ripercorrere l’intera vicenda in aula, al fianco dell’assessore Roberto Cicala, è stato l’avvocato difensore del Comune di Messina in queste due cause, Santi Delia. Che dopo un lungo excursus in cui ha spiegato le origini delle due cause, pur cauto ha ammesso che la vicenda ha comunque dei rischi, visto che si parla in totale di quasi 100 milioni. Poi ha spiegato che le udienze sono previste tra diversi mesi: quella a Palermo con Messinambiente nell’aprile 2026 e quella con Ato3 il 9 luglio 2026.
Cicala, inoltre, ha spiegato che nel fondo contenzioso, come da norme, erano stati stanziati “21 o 22 milioni”. Insomma, la vicenda è ingarbugliata e i tempi sono lunghi. Saranno i tribunali a decidere come si concluderà la storia di Ato3 e Messiambiente.
