Lavoratori al palo, la soluzione è nel labirinto delle ordinanze regionali

Lavoratori al palo, la soluzione è nel labirinto delle ordinanze regionali

Lavoratori al palo, la soluzione è nel labirinto delle ordinanze regionali

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martedì 05 Settembre 2017 - 06:56

Oggi ci sarà una nuova riunione tra Comune, sindacati e Srr all’Ufficio del Lavoro per provare a trovare una soluzione unitaria per il trasferimento dei dipendenti alla MessinaServizi. Ecco il quadro normativo in cui si muove tutta la questione.

Ieri un nulla di fatto a Palazzo Zanca. Oggi una nuova tappa all’Ufficio del Lavoro. Va avanti il percorso per trasferire i lavoratori di Ato3 e Messinambiente alla nuova società che gestirà i rifiuti. In questo momento le posizioni su come attuare il passaggio sono diverse e in antitesi. C’è chi vuola la SRR e chi invoca l’articolo 6 del Contratto Collettivo Nazionale. Le interpretazioni sono tante.

Muoversi all’interno del quadro normativo può apparire tutt’altro che semplice. Soprattutto perché in Sicilia il settore rifiuti va avanti a suon di poteri straordinari emergenziali. Per non perdersi tra le pieghe di ordinanze, decreti e leggi, bisogna aver chiari alcuni passaggi fondamentali. Innanzitutto la Legge regionale 9 del 2010. E’ questa la legge che dovrebbe regolare il sistema dei rifiuti in Sicilia, ma nonostante siano passati 7 anni non si è ancora attivato il regime previsto da questo compendio normativo, nel frattempo anche modificato e aggiornato. Per superare questo vulnus si è andato avanti con le ordinanze straordinarie che il presidente Rosario Crocetta emana ogni tot mesi in attesa che si realizzino tutte le condizioni della Legge 9, ordinanze che autorizzano il ricorso a poteri speciali per assicurare la continuità dei servizi in tutta la regione Sicilia. Al momento a regolare il sistema c’è dunque un’ordinanza, la n. 8/RIF del 4 agosto 2017 che non fa altro che rinnovare quello che prevedeva l’ordinanza 2/RIF del 2 febbraio 2017 che, a sua volta, reiterava tutte le precedenti ordinanze che autorizzano il “ricorso a speciali forme di gestione di rifiuti nel territorio della Regione siciliana per pervenire al definitivo avvio operativo delle Società per la Regolamentazione dei Rifiuti e alla piena attuazione della Legge Regionale n. 9 del 2010”. Tutto dovrà passare tutto dalle famose SSR che dovevano sostituire gli Ato in liquidazione ma che ancora non sono riuscite a decollare.

La SRR di Messina in queste ultime settimane è stata protagonista del dibattito Messinambiente-Ato3-MessinaServizi, il trasferimento del personale delle due partecipate alla nuova società che gestirà i servizi di igiene ambientale si è rivelato più ingarbugliato di quanto si pensasse. Si è acceso il dibattito tra i sindacati, si sono già svolte diverse riunioni, ieri quella convocata al Comune è andata a vuoto, oggi alle 12 l’appuntamento è di nuovo presso gli uffici del Centro per l’Impiego. Si deve ancora individuare lo strumento normativo con cui far transitare il personale, prima di Ato3 e poi di Messinambiente. Le indicazioni da parte della Regione però ci sono. Forse mettere insieme i pezzi, in un settore così difficile come quello dei rifiuti, non è agevole, considerata la mole di provvedimenti che si rincorrono e si susseguono. Di certo c’è che in questo momento, fino al 15 settembre, vale l’ordinanza del 4 agosto che, a proposito di SRR, richiama il decreto che il presidente Crocetta ha firmato lo scorso 9 marzo e rinnovato il 30 giugno, ossia il decreto che nomina i commissari straordinari delle SRR e definisce i loro compiti per l’avvio operativo delle società. Inizialmente doveva essere fatto tutto entro il 3 agosto, ma basta anche solo l’esempio messinese per capire che non si è realizzato quanto previsto nell’atto. E così è stato concesso ulteriore tempo ai commissari fino al 15 settembre. Per la SRR Messina Area Metropolitana è il commissario Ettore Ragusa a dover espletare le attività per avviare la Società.

Perché questi provvedimenti possono entrare in ballo nella discussione in atto sul transito del personale? Perché di fatto illustrano quale dev’essere la strada da seguire anche su questo fronte. Basta leggere l’articolo 18, dal comma 7 al comma 12. In pratica si specifica che il commissario dovrà emanare tutti i provvedimenti necessari per il funzionamento della struttura tecnico-amministrativa, compreso il passaggio del personale delle società e consorzi d’ambito nella SRR sulla base di quanto disposto dalla Legge regionale 9 (che prevede appunto il trasferimento dei dipendenti in SRR e poi il loro utilizzo dai soggetti affidatari dei servizi). Il commissario della SRR che ha la dotazione organica approvata e nei casi in cui è stata definita la procedura di affidamento del servizio dal Comune attraverso il piano Aro, dunque esattamente il caso di Messina con MessinaServizi, dovrà provvedere all’immediato transito del personale operativo con l’assunzione nella SRR e successivo utilizzo del personale presso il soggetto affidatario. Il personale tecnico-amministrativo è assunto e utilizzato direttamente dalla SRR mentre il personale operativo è assunto dalla SRR e poi utilizzato dai soggetti affidatari attraverso l’istituto giuridico che si deciderà tra le parti, quindi anche con i sindacati. I lavoratori passeranno a parità di condizioni giuridiche ed economiche e il loro utilizzo nella società affidataria, la MessinaServizi, avverrà in base alla pianta organica prevista.

Nel generale caos regionale sembra dunque che Messina abbia al momento le carte in regola per operare questo passaggio prima del 15 settembre, data di scadenza delle presenti ordinanze e anche data clou per Messinambiente, poiché è fissata per quel giorno l’udienza che decreterà il fallimento o la salvezza della società. Con la dotazione organica approvata, il Piano Aro e la MessinaServizi costituita il passaggio dei lavoratori dovrebbe essere prima all’interno della SRR e immediatamente dopo alla MessinaServizi. Questo è quanto prevede la normativa vigente in questo momento. La riunione di oggi forse servirà per trovare il bandolo della matassa e individuare il percorso che mette tutti d’accordo.

Francesca Stornante

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