Sanzionata la FIRE per Pratica Commerciale Aggressiva. Bommarito annuncia il ricorso al Tar - Tempostretto

Sanzionata la FIRE per Pratica Commerciale Aggressiva. Bommarito annuncia il ricorso al Tar

Veronica Crocitti

Sanzionata la FIRE per Pratica Commerciale Aggressiva. Bommarito annuncia il ricorso al Tar

sabato 14 Settembre 2013 - 08:38

Una multa di 300euro grava sulle spalle della FIRE Spa, azienda di recupero crediti che agisce nel settore da più di 15 anni. Il Presidente Bommarito: "Ma se per i crediti certi, liquidi ed esigibili non è possibile intraprendere azioni legali che fine farà l'economia del Paese?".

Si chiamano Aziende Recupero Crediti ma, agli occhi degli italiani, sono sempre state identificate come il male del secolo.

In realtà, esse svolgono il lavoro puro e semplice per cui sono nate: agire per conto di terzi, identificare i consumatori-debitori e tentare di recuperare i crediti che, secondo legge, devono essere “certi, liquidi ed esigibili”.

Nel caso in cui il debitore, poi, persista nel non-pagamento, tali Società possono utilizzare lo strumento della citazione in giudizio.

Accade che, però, in uno Stato ormai ridotto letteralmente alla fame, gran parte dei consumatori-debitori non sia in grado di adempiere al suo impegno contrattuale e quindi, in sostanza, non abbia i soldi per onorare il suo debito.

Succede che, allora, essi abbiano la possibilità di rivolgersi all’Antitrust sperando che l’Agenzia a tutela del consumatore per antonomasia, ritenga il comportamento della Società di Credito lesivo e, pertanto, proceda a sanzione.

E’ questo, in sintesi, quello che è accaduto alla Fire SPA, l’azienda che opera nel settore da più di 15 anni e che, lo scorso 2 settembre, si è vista comminare una multa di ben 300mila euro.

L’accusa, nello specifico, veniva identificata nella frase Pratica Commerciale Aggressiva.

La Fire però ritiene ingiusta la multa e, attraverso un comunicato inviato stamani, rende noto l’imminente ricorso al TAR del Lazio.

“L’attività da noi svolta – si legge – non può ritenersi né aggressiva né temeraria: il consumatore-debitore non viene indotto ad adempiere la prestazione per non esporsi a un contenzioso giudiziario, piuttosto, a quest’ultimo, consapevole della sussistenza del proprio debito, viene legittimamente richiesto di soddisfare le giuste ragioni del creditore e quindi di adempiere ad un impegno contrattualmente assunto”.

Insomma, se chi deve pagare non paga (nonostante vengano offerte “soluzioni di pagamento quanto più favorevoli possibile”), allora citare in giudizio è un diritto legittimo dell’azienda. O no?

“Siamo fiduciosi – dichiara il Presidente della Fire Sergio Bommarito – che dinnanzi al Tar venga accertata l’osservanza da parte dell’azienda di una procedura rispettosa dei diritti del consumatore e dei principi di correttezza professionale. Tuttavia la sensazione è che il protrarsi della crisi economica e il conseguente clima di tensione nel Paese stiano determinando un atteggiamento sfavorevole per i creditori che sono tutte aziende che danno da vivere a migliaia di lavoratori e devono poter recuperare quanto a loro dovuto senza correre il rischio di essere sanzionate quando agiscono sulla base di un credito legittimamente vantato”.

Da un lato, dunque, i debitori che non riescono ad arrivare a fine mese, figuriamoci a pagare i loro debiti. Dall’altro lato, invece, i lavoratori delle aziende di recupero crediti che, se non svolgono il loro mestiere, non vengono retribuiti e anche per loro arrivare a fine mese risulta impossibile.

E poi, infine, coloro che sono debitori ma non vogliono (ben diverso dal “non possono”) adempiere ai loro doveri di pagamento. Talvolta anche a loro giunge la notifica di una citazione in giudizio, talvolta, invece, basta un simpatico condono.

Twitter @VCrocitti

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7 commenti

  1. Sicuramente il comportamento della FIRE è ineccepibile, dalla parte del consumatore.

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  2. Qualche mese fa ho disdetto l’abbonamento vodafone e dopo qualche giorno mi contatta la fire affermando di aver avuto l’incarico da vodafone di riscuotere 57 euro….Le cose che mi hanno sorpreso sono 2…la prima che non ho avuto alcun preavviso,nessuna comunicazione dalla vodafone…Mi è semmbrata una sorta di ripicca poiche’ ho portato il mio numero a wind…la seconda sono stati i metodi minacciosi e arroganti da parte dell’operatore fire il quale mi dava delle scadenze prossime senza nemmeno darmi il tempo di costatare il contratto in oggetto per capire se realmente ero in torto o ragione…
    La verità è che gli operatori fire sono sottopagati,prendono una misera provvigione su cio’ che riescono a recuperare e quindi incattiviti dai lauti guadagni spesso e volentieri sforano certi limiti…57 euro,che adesso per magia sono 112 li darei volentieri a patto che mi chiami gente competente e professionale…ovviamente il tutto si sarebbe potuto evitare se mi avesse contattato la vodafone ma probabilmente hanno certi accordi con queste società e i prezzi lievitano per gli ignari cittadini

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  3. Io aggiungerei che se non si recupera il credito non solo i dipendenti delle aziende di recupero crediti vanno a casa, ma anche i dipendenti delle aziende creditrici. Se non pago la bolletta del telefono ci sarà un dipendente telecom a rischio che a sua volta non potrà pagare la bolletta del gas e così via…. (ho usato un esempio stupido).

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  4. Non è il primo caso che, personale della FIRE, senza alcuna preliminare comunicazione, tempesta di telefonate il presunto debitore diventando, quasi, una ossessione. E’ successo anche a me. Alcuni mesi fa, un legale della FIRE, mi scrive per recuperare un credito della VODAFONE che, in realtà, avevo già contestato perché non dovuto. Dopo una serie di telefonate e la formalizzazione della richiesta, fatta perchè avevo chiarito che la VODAFONE era stata formalmente e penalmente denunciata, non ho più notizie dalla FIRE. Ma dopo alcuni mesi una nuova richiesta dello stesso legale che aveva già scritto. Lo informo, per l’ennesima volta, dell’esistenza della denuncia e, nel contempo, lo invito a tenere in considerazione una recente sentenza della Cassazione con la quale dopo tre telefonate scatta lo stalking. Ovviamente ho ribadito che il credito non era dovuto. Lo stesso legale, con mia sorpresa, si rende conto che forse avevo ragione e, con una e-mail, mi chiarisce la rinuncia a recuperare il credito. Il colmo dei colmi? Dopo tre giorni la VODAFONE, nel ritenere che ho ragione, mi restituisce € 4,11 quale mio credito annullando il loro presunto credito. In effetti il legale della FIRE ha desistito ma soltanto dopo la denunia penale contro VODAFONE rappresentando anche quanto precedentemente mi era accaduto con la stessa Società di recupero crediti. Evidenzio e porto pubblicamente a conoscenza le persone che, le Società di telefonia, applicano penali all’anticipato recesso contrattuale vantando, poi, crediti che girano alle Società recupero crediti. Questo è illegittimo ed è già stato sanzionato dall’Autority (AGCOM) la quale ha sanzionato diverse compagnie telefoniche. Quindi, sulla certezza ed esigibilità del credito, prospettato dalla FIRE, avrei non pochi dubbi atteso che, la certezza ed esigibilità, è dichiarata da due soggetti direttamente interessati (il credito e la Società di recupero crediti) e non da un Giudice. Ai fini della pubblicazione autorizzo il trattamento dei miei dati contenuti nella presente.
    Dr. Giuseppe Rodi
    Pres. Ass.ne UNCEA consumatori

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  5. Fire..
    Favorire introiti recupero esecuzioni…

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  6. Ma nooo !! Com’è possibile una cosa del genere, fanno così bene il loro lavoro! Sono sicuro della professionalità del loro staff, al telefono sono tutti “avvocati” di grido, basta chiedergli a quale albo appartengano e loro ti danno “giusta” informazione. E poi si immedesimano nel tuo problema, se non rispondi capiscono che in quel momento non puoi e allora richiamano …. e poi richiamano …. e poi richiamano, fino ad informare la signora che abita sopra o sotto di te, magari vanno anche dal macellaio a chiedere di te, insomma vogliono proprio aiutarti in ogni modo, condividono pienamente fino alle lacrime ogni tuo istante. E poi ti suggeriscono amorevolmente di stare attento ai tuoi beni, quelli che ti sono rimasti, se ne hai ancora, perchè non si sa mai cosa possa capitarti con le leggi correnti, ti dicono che la “stragiudiziale” è la soluzione migliore, si esattamente …. STRAGIUDIZIALE, solo la parola già …. ti rincuora ! Grazie di cuore … e AUGURI !

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  7. Una società di recupero credito riceve mandato dalla ditta creditrice per il recupero delle somme a lei dovute. Normanlmente nel mandato viene messa una clausola la quale oltre all’aggio dovuto per il recupero, prevede dai 3 ai 6 euro per ogni contatto. Ebbene il contatto si riferisce allo spostamento dll’agente incaricato al recupero fino all’abitazione del deditore cosa che non avviene mai poichè tutto si fa per telefono. Concludendo la soc. di rec credito si becca 5 euro a telefonata ed al criente fa credere che il contatto sia avvenuto direttamente. Poi ai ragazzi che fanno le telefonate li pagano solo se recuperano.Pensate un po su 10.000 nominativi da recuperare 50.000 euri regalati alla soc. rec. credito , più aggio di incasso.

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