I progetti dei rappresentanti messinesi passano dai giovani e dalle prossime regionali. Il segretario provinciale Grasso: "Bisogna immaginare futuro diverso"
Azione Messina ha partecipato agli “stati generali per la Sicilia tenutisi a Enna lo scorso lunedì 11 luglio. Nell’occasione, i rappresentanti messinesi hanno lanciato un appello all’autonomia del nuovo polo liberaldemocratico, con i giovani protagonisti. Tra i partecipanti, ad esempio, anche il sedicenne Emanuele. “Le nuove generazioni hanno una nuova mentalità progressista e contraria alle dinamiche clientelari e mafiose che inchiodano la Sicilia al passato. Azione è il partito con l’elettorato più giovane in assoluto; quindi, abbiamo la responsabilità verso questi elettori di garantire loro una scelta alle prossime elezioni regionali”.
Appello ribadito da Rosaria Moschella, che afferma: “Alle prossime regionali dovremmo presentare un progetto ambizioso percorrendo una strada dura e impervia per dare finalmente delle risposte a chi da anni chiede alla politica di farlo. Non lo faremo con slogan e luoghi comuni ma con uomini e donne che hanno idee e progetti da proporre ai siciliani liberi”. Il referente di Santo Stefano di Camastra, Luca Amedeo Martino, invece ha affermato: “Siamo in una fase in cui in Sicilia sono di nuovo in prima linea i dirigenti di una classe politica che ha distrutto l’economia dell’isola, la più fallimentare della storia; è in corso una guerra democratica per la salvezza sociale della Sicilia. È necessario riuscire a dimostrare che si sta formando una nuova classe dirigente, capace e competente, che deve puntare a essere presente all’Ars”.
Sulla questione giovanile ha chiuso poi il segretario provinciale Letterio Grasso: “Messina detiene il triste record europeo di spopolamento (e negli ultimi 4 anni quello assoluto di velocità dello stesso). Eravamo oltre 280 mila 30 anni fa. E si pensava e costruiva pensando agli oltre 300.000. Oggi siamo meno di 220.000, ma se pensiamo ai fuoriusciti per lavoro ancora residenti forse scendiamo sotto i 200.000. Una città e una società che si reggevano sul lavoro di un range d’età compreso tra i 25 e i 55, oggi si regge principalmente sulle entrate degli over 45 e, a breve, su quelle degli over 50 e dei pensionati. Il tutto condito da un crescente tasso di denatalità. In pratica un paese per vecchi, che man mano muore”.
“Abbiamo pertanto – conclude – una forte responsabilità verso i giovani, specie verso quella generazione Z, compresa tra il ’96 e il 2006 (ne abbiamo tanti qui, e son già partecipi), che deve poter immaginare, attraverso l’acquisizione di conoscenze e competenze, un futuro diverso dall’emigrazione. I nostri amministratori devono impegnarsi per politiche giovanili all’altezza, monitoraggio dei flussi del PNRR, chiusura dei cicli della produzione in cui la Sicilia contribuisce nelle fasi più faticose e meno remunerative e partecipare con profitto a fonti di finanziamento come i bandi di sviluppo industriale MISE o quelli relativi al turismo come Cultura Crea 2.0 Sicilia. Necessaria, infine, anche una scuola di formazione politica per una futura classe dirigente”.
