Baratto amministrativo, il regolamento è un pasticcio. Niente sconti sulle tasse - Tempo Stretto

Baratto amministrativo, il regolamento è un pasticcio. Niente sconti sulle tasse

Francesca Stornante

Baratto amministrativo, il regolamento è un pasticcio. Niente sconti sulle tasse

martedì 10 Settembre 2019 - 08:00
Baratto amministrativo, il regolamento è un pasticcio. Niente sconti sulle tasse

In commissione Bilancio è scoppiato il caso del regolamento basato su una legge che non c'è più. E i cittadini non avranno riduzioni ed esenzioni sui tributi del 2019

Ad oggi una certezza c’è: nel 2019 non ci saranno sconti ed esenzioni per la Tari o per altri tributi comunali. A pesare di più sulle tasche dei cittadini meno abbienti è sicuramente la Tari, la tassa sui rifiuti. Ed è per questo che ogni anno amministrazione e consiglio decidevano di destinare un budget alle riduzioni per chi si trova in condizioni disagiate.

Era sempre accaduto negli ultimi anni. Con la Tari 2019 però l’amministrazione De Luca aveva deciso di cancellare questi sgravi. Nei giorni del SalvaMessina era stata prospettata una strada alternativa: il baratto amministrativo. Questo nuovo strumento che permette agli enti locali di decurtare o esentare determinate fasce di popolazione dal pagamento dei tributi doveva essere la soluzione.

Ma fin dal principio i dubbi, soprattutto in consiglio sono stati innumerevoli. Tanto che a maggio l’aula decise di bocciare la delibera con cui l’amministrazione De Luca voleva introdurre il baratto amministrativo. Una decisione che portò anche a duri scontri interni tra gli stessi consiglieri.

L’amministrazione però non si è arresa e ha confezionato un altro regolamento, modificato in qualche sua parte, ma sempre con quegli obiettivi. Regolamento che ieri è passato al vaglio della II commissione Bilancio e che si è rivelato un vero e proprio pasticcio.

La delibera è da rifare

A segnalare un errore macroscopico la consigliera dei 5Stelle Cristina Cannistrà che ha inchiodato il dirigente ai Tributi di fronte a quello che è suonato come un errore paradossale. In pratica tutta la delibera che porterebbe a Messina la modalità del baratto amministrativo è stata costruita su un articolo di legge abrogato. Quindi l’impalcatura è totalmente sbagliata.

Di fronte a questo quadro l’aula ha chiesto a gran voce che sia il sindaco De Luca ad assumersi la responsabilità di ritirare un atto che di certo così com’è non può passare dal voto del consiglio.

Oltre questo pasticcio amministrativo resta la certezza che comunque, quando anche si riuscirà ad arrivare ad un voto favorevole sul baratto, non potrà essere attivato per il 2019. Insomma, se ne parlerà per i tributi del 2020.

Il “patto” sulla Tari

Per gli sconti Tari resta ancora un minimo spiraglio: il “patto” che l’assessore Dafne Musolino fece in consiglio proprio per ottenere l’approvazione del Piano finanziario della Tari. L’assessore assicurò che nelle variazioni al bilancio 2019 saranno destinate delle somme alle esenzioni. C’è ancora qualche mese di tempo per vedere se il patto sarà rispettato e soprattutto se chi vive in condizioni disagiate potrà avere uno sconto sulla tassa rifiuti.

Francesca Stornante

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Un commento

  1. I cinque stelle hanno già dimostrato la presunzione di De Luca in occasione dell’esposto nel quale si contestava l’invio delle lettere che invitavano i cittadini a votare per la Musolino. Se quanto affermato nell’articolo dovesse essere confermato, sarebbe l’ennesima dimostrazione che blitz e folklore a parte De Luca non ha offerto quel cambio di passo che lui per primo sostiene di avere impresso. Siamo ancora al punto di partenza, ed ancora va sviscerata la questione ATM.

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