Barcellona. Emergenza rifiuti. Solo un tempestivo intervento della Regione può sbloccare la situazione

Barcellona. Emergenza rifiuti. Solo un tempestivo intervento della Regione può sbloccare la situazione

Barcellona. Emergenza rifiuti. Solo un tempestivo intervento della Regione può sbloccare la situazione

martedì 02 Febbraio 2010 - 18:16

La Gesenu licenzia i lavoratori, l’Ato versa sempre più in cattive acque, i lavoratori sono in stato di agitazione, la discarica di Motta Sant’Anastasia resta chiusa. E i rifiuti si accumulano.

La situazione è giunta ad un punto di non ritorno nei 38 comuni dell’Ato Me2. Si è infatti verificato un susseguirsi di eventi problematici che ormai solo un tempestivo intervento della Regione può risolvere. Ma facciamo il punto dell’accaduto: la Gesenu, la società di Perugia che gestiva il servizio di igiene ambientale, ha risolto il contratto con l’Ato aprendo il contenzioso e ha licenziato i dipendenti. Gli operai attendono di conoscere il proprio futuro, nel frattempo è l’Ato a farsi carico dei loro stipendi di dicembre. Per gennaio, però, mancano i fondi, e così i lavoratori restano in stato di agitazione, limitandosi al servizio ordinario. Servizio praticamente inutile, visto che al momento non ci sono discariche disponibili a ricevere i rifiuti dei comuni dell’AtoMe2, e il risultato si è visto. Chiuso il sito di Mazzarrà Sant’Andrea per lavori di ammodernamento – ma la discarica gestita dalla TirrenoAmbiente e dalla stessa Gesenu è praticamente al collasso – anche Motta Sant’Anastasia (Catania) ha chiuso i cancelli perché vanta un credito ancora insoluto nei riguardi dell’Ato per servizi resi negli anni passati. A questo punto neppure le ordinanze sindacali di somma urgenza possono essere efficaci. Ecco perché ieri mattina il sindaco del Comune capofila, Candeloro Nania, il primo cittadino di Milazzo e un rappresentante del Comune di San Filippo del Mela sono stati dal prefetto Francesco Alecci e hanno chiesto un intervento al fine di sollecitare l’interlocuzione con il commissario regionale Di Franco e con il presidente Lombardo. «Non posso che dichiarare il disagio e l’impotenza di noi sindaci di fronte a questo stato di cose – ha dichiarato Nania – Ci sentiamo abbandonati a noi stessi e in questo Lombardo e la Regione hanno grandi responsabilità». Ed ha aggiunto: «Da parte mia, ho garantito ai rappresentanti sindacali dei lavoratori la mia piena disponibilità ad incontrare assieme a loro il presidente Lombardo lunedì alla Regione». Solo la Regione, a questo punto, sembra poter sbloccare la situazione ordinando l’apertura della discarica di Motta Sant’Anastasia. Nel frattempo l’AtoMe2 dovrà avviare le procedure per il bando europeo di selezione del nuovo gestore, con tempi previsti certamente non brevi. E in più bisognerà garantire gli stipendi ai lavoratori e il funzionamento del servizio. La proposta della Regione di anticipare ai Comuni somme che andrebbero restituite in tre anni come trattenute dai trasferimenti regionali è ritenuta dai sindaci una provocazione, perché significherebbe mettere in ginocchio le casse comunali e far saltare i bilanci. Servono quindi soluzioni più ragionevoli e un prestito dilazionato su più esercizi finanziari. La Regione dovrà inoltre riprendere il percorso di riforma degli Ato, colpevolmente interrotto da più di un anno. L’Ato, dal canto suo, dovrà rideterminare le tariffe, con il necessario passaggio dai consigli comunali, mentre ai sindaci spetterà vigilare più responsabilmente sull’attività degli amministratori senza trincerarsi dietro inutili e ingannevoli dichiarazioni di impotenza. Sono pur sempre i soci dell’Ato, e ad essi il Cda deve rispondere. Il nuovo presidente Re, con ben altre competenze specifiche rispetto al suo predecessore, sembra intenzionato a condurre una gestione più oculata, purché ci sia la necessaria collaborazione da parte di tutti. Il passaggio successivo dovrà essere l’avvio della raccolta differenziata e l’attivazione delle isole ecologiche e dei centri di raccolta.

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