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Barcellona, il sindaco prova a gettare acqua sul fuoco del “caso” Scolaro

Alessandra Serio

Barcellona, il sindaco prova a gettare acqua sul fuoco del “caso” Scolaro

venerdì 08 Gennaio 2021 - 08:26
Barcellona, il sindaco prova a gettare acqua sul fuoco del “caso” Scolaro

Il caso della consigliera comunale Scolaro espulsa dall'aula durante la seduta straordinaria sull'ospedale di Barcellona accende gli animi della politica sul Longano

Il sindaco Pinuccio Calabrò prova a non farsi trascinare nella bagarre, il presidente del consiglio Angelo Paride Pino ribatte alle accuse, mentre da destra a sinistra è una vera e propria levata di scudi, pur con le dovute precisazioni, nei confronti di Melangela Scolaro, la consigliera comunale di Barcellona espulsa dall’aula tre sere fa, durante l’accesa seduta straordinaria sull’ospedale di Barcellona. Il caso Scolaro, quindi, sembra destinato a non chiudersi a breve.

Melangela Scolaro, Fratelli d'Italia
Melangela Scolaro, Fratelli d’Italia

“Mi aspettavo una proposta costruttiva che portasse soluzioni, idee, spunti da portare all’attenzione del governo regionale per superare le criticità dell’ospedale di Barcellona” , dichiara il primo cittadino.

“Sono andato in consiglio, convocato in seduta straordinaria da soli 5 consiglieri, con la speranza che ci fosse magari una proposta di delibera in discussione. Invece ho assistito ad uno scontro squisitamente politico, rimasto su interessi di parte”, chiosa Calabrò, che non vuole entrare nel merito dello scontro: “Il sindaco non ha comunque il potere di rimuovere il presidente del consiglio, è una questione che rimane nelle competenze del consesso”.

Angelo Paride Pino
Angelo Paride Pino

Angelo Paride Pino, invece, si difende e ribatte: “Per amore di verità le polemiche non mi appassionano, specie se eccessive. Mi corre l’obbligo ricostruire ciò che acceduto lunedì sera. Il tempo massimo previsto per l’intervento del singolo consigliere è di 15 minuti. La consigliera Scolaro, avendo usufruito del tempo massimo, anzi avendolo sforato, era stata invitata a concludere. Tale invito era rimasto inevaso e pertanto la stessa consigliera aveva violato il regolamento. Tenendo conto che l’avvocato Scolaro non aveva osservato più volte l’invito a concludere, il sottoscritto le aveva tolto la parola, cosi come previsto dal regolamento. A questo punto la consigliera Scolaro, disattendendo il regolamento, aveva continuato a tenere in mano l’unico microfono a disposizione dei consiglieri, continuando imperterrita a parlare, con tono alterato, e rifiutandosi di consegnare il microfono al messo comunale. Solo a questo punto, il sottoscritto si vedeva costretto ad invitare il messo comunale ad esercitare il suo ruolo”.

La consigliera Scolaro inveiva contro il sottoscritto, che si trovava, come è ovvio, nell’esercizio delle sue funzioni di presidente del consiglio comunale e quindi pubblico ufficiale, affermando che il deducente poneva in essere atti di” vigliaccheria”, così ledendo il decoro e la reputazione della figura del presidente del consiglio comunale di Barcellona. Per fortuna, quanto dal sottoscritto affermato trova conforto nel regolamento comunale e nella registrazione della seduta, dove si può evincere come più volte, durante l’intera seduta, la consigliera Scolaro sia intervenuta senza che le venisse concessa la parola e pertanto violando il regolamento comunale”.

Secondo il presidente del consiglio comunale, quindi, l’esponente di Fratelli d’Italia ha “disturbato” più volte e poi sforato, infine lo ha insultato. Dal canto suo la Scolaro ha sin da subito contestato la conduzione della seduta, indicando un atteggiamento del presidente troppo accondiscendente nei confronti della deputazione regionale e più severo, invece, verso i consiglieri.

Il deputato del Movimento 5 Stelle, così come anche qualche deputato di maggioranza regionale, si è dilungato oltre 15 minuti, ma sempre in tempi contenuti. Va altresì precisato, che la commissione dei capigruppo aveva stabilito che il tempo per gli interventi per i rappresentanti non istituzionali invitati alla seduta dovevano essere contenuti in tempi ristrettissimi, circa 5 minuti, anche in considerazione del fatto, che la durata della seduta non poteva protrarsi per un lunghissimo periodo tenuto conto delle limitazioni Covid-19”, precisa Paride Pino.

Antonio Mamì, Pd
Antonio Mamì, Pd

“E’ un dato di fatto che purtroppo la gestione della seduta é stata evidentemente di maglia larghissima quando a parlare erano esponenti delle parti politiche vicine al Presidente Pino e di maglia strettissima quando a parlare erano altri – vedi i solleciti a “chiudere” fatti a Paolo Calabrò e le richieste di rispetto stringente dei tempi fatte ai consiglieri Melangela Scolaro e David Bongiovanni”, dice invece dall’opposizione Antonio Mamì (PD).

David Bongiovanni

Per Bongiovanni (PD) la “cacciata” della Scolaro non è un episodio isolato ma “ solo l’ultimo inequivocabile segno della inadeguatezza della guida cui sono stati affidati i lavori del civico consesso, il cui corretto svolgimento è ormai costantemente impedito dalla mancanza di equilibrio, di imparzialità e di sensibilità istituzionale del suo Presidente. “

Solidarietà alla Scolaro anche da Giuseppe Sottile di Vox Italia, che prova a tenere l’obiettivo puntato sul problema dell’ospedale di Barcellona: “Con la quale condivido l’amore e la passione utilizzata per denunciare la verità sull’Ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto. Alla stessa, tuttavia, non posso mancare di rimproverare la circostanza di essersi accorta di quanto accadeva con colpevole ritardo, e soltanto dopo le elezioni! “.

Giuseppe Sottile
Giuseppe Sottile

Sullo sfondo c’è infatti il piano politico dello scontro, con una componente di Fratelli d’Italia barcellonese che chiede maggiore riconoscimento all’interno del governo regionale.

Quando è stata espulsa, la Scolaro stava spostando il suo intervento sull’operato del sindaco Calabrò sulla vicenda ospedale. Infine, quando ha lasciato il microfono, stava aprendo il discorso sulla raccolta fondi e donazioni a favore della struttura ospedaliera cittadina.


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