Barcellona, scoperti 27 lavoratori in nero e 31 irregolari in due stazioni di servizio

Barcellona, scoperti 27 lavoratori in nero e 31 irregolari in due stazioni di servizio

Redazione

Barcellona, scoperti 27 lavoratori in nero e 31 irregolari in due stazioni di servizio

mercoledì 22 Aprile 2026 - 07:58

Operazione congiunta tra Guardia di Finanza, Inps e Ispettorato del lavoro: titolari sanzionati per oltre 500.000 euro

BARCELLONA POZZO DI GOTTO – Ancora controlli sul lavoro nero. I militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Messina, con la collaborazione degli ispettori in servizio nelle Direzioni Provinciali dell’Istituto nazionale previdenza sociale (Inps) e dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, hanno sottoposto a controllo due imprenditori operanti nel commercio al dettaglio di carburante per autotrazione a Barcellona Pozzo di Gotto portando alla luce irregolarità connesse all’impiego di 27 lavoratori in nero e 31 lavoratori irregolari, a fronte delle quali sono state elevate sanzioni pecuniarie per un importo complessivamente quantificato in circa €570mila euro.

Il servizio è stato eseguito dalla Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto e costituisce il naturale sviluppo di una pregressa attività di polizia giudiziaria delegata dalla locale Procura, che a ottobre 2025 aveva già condotto all’applicazione della misura personale degli arresti domiciliari nei confronti dei datori di lavoro poiché ritenuti responsabili del reato di sfruttamento realizzato a danno di 9 lavoratori dipendenti addetti alla gestione delle colonnine di erogazione del carburante.

Le modalità dello sfruttamento e le violazioni contrattuali

L’operazione aveva permesso di documentare molti episodi di sfruttamento connessi tanto all’applicazione di un trattamento retributivo difforme dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative quanto alle reiterate violazione della normativa relativa all’orario di lavoro ed ai periodi di riposo.

Ed in particolare, era stato possibile verificare come gli imprenditori avessero:

  • imposto ai lavoratori impiegati nella specifica mansione il rispetto di turni lavorativi di 8 ore indicando in busta paga un monte ore giornaliero di 6 ore e 40 minuti;
  • non corrisposto, o corrisposto parzialmente, le maggiorazioni previste per il lavoro straordinario diurno e notturno nonché le indennità dovute per i giorni festivi e quelle di tredicesima e quattordicesima mensilità, in alcuni casi pretendendo la restituzione in contanti delle stesse, dopo averle regolarmente erogate.

L’odierno servizio ha quindi consentito di avvalorare sotto un diverso profilo sanzionatorio quanto già emerso nel corso delle attività di poIizia giudiziaria, ravvisandosi nelle condotte degli imprenditori specifiche responsabilità amministrative oltrechè penali.

Mancata tracciabilità e sinergia istituzionale

L’accertamento, avente ad oggetto il periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 ed il 31 dicembre 2024, ha fatto emergere l’impiego di plurime maestranze completamente “in nero” e la sovente corresponsione di retribuzioni in totale assenza di tracciabilità, espedienti attraverso cui gli imprenditori hanno potuto indebitamente sottrarsi al pagamento delle spese scaturenti dai prescritti obblighi previdenziali ed assistenziali.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED