Si cercano soluzioni a lungo termine. Intanto, a Furci è stato riaperto a senso unico il lungomare
FURCI SICULO – È stato riaperto il lungomare di Furci, chiuso dalla devastante mareggiata del 19 gennaio scorso e poi parzialmente riaperto il 27. Adesso si torna a circolare su tutta l’arteria, con senso unico direzione Catania verso Messina e limite di 30km/h. Contestualmente sulla strada parallela, la Ss114, è tornato in vigore il senso unico (da Messina verso Catania), anche per i mezzi pesanti. A dare l’attesa notizia è stato il sindaco Matteo Francilia, che ha chiesto ai cittadini “di parcheggiare bene, altrimenti avremo problemi alla viabilità”.
Con la riapertura del lungomare, sono tornati in vigore i parcheggi a pagamento sulla Nazionale, “allo scopo – ha spiegato Francilia – di agevolare l’interscambio dei mezzi che devono raggiungere gli esercizi commerciali”. Ma è tutta la riviera a provare a rimettersi in piedi dalle ferite inferte dal ciclone Harry.
Venerdì scorso gli amministratori (ad eccezione dei rappresentanti dei comuni griffati Sud chiama Nord, cioè Taormina, S. Teresa e Roccalumera) si sono ritrovati nell’aula consiliare di Furci per fare il punto della situazione e iniziare a programmare tutta una serie di interventi che sarà necessario effettuare una volta superata la fase emergenziale. “Lavoreremo insieme, facendo squadra, per portare avanti le stesse iniziative per il ripascimento veloce delle nostre spiagge – ha sottolineato Francilia – cercando di attingere la terra dai torrenti sovra alluvionati, oltre che cercando di utilizzare la sabbia prelevata dalla realizzazione delle gallerie per il raddoppio ferroviario”.
A Furci si sta già procedendo in tal senso. Il primo cittadino è infatti riuscito a farsi autorizzare in tempi record dalla Regione per poter prelevare la sabbia in eccesso dal torrente Savoca e riutilizzarla per il ripascimento dell’arenile. Ma occorrerà programmare anche ad ampio raggio. “C’è la necessità – ha continuato Francilia – di realizzare una barriera soffolta in tutta la riviera ionica da Scaletta a Giardini, ovviamente a seguito dei dovuti studi tecnici. Nel frattempo dovranno iniziare i lavori di ricostruzione e ristrutturazione dei lungomari distrutti, fondamentali per la salvaguardia dei centri abitati, per il miglioramento della viabilità in generale e per il rilancio economico dell’intero comprensorio”.
