Bersani a Messina: "L'astensionismo fa paura"

Bersani a Messina: “L’astensionismo fa paura”

Redazione

Bersani a Messina: “L’astensionismo fa paura”

giovedì 16 Ottobre 2025 - 07:00

L'ex ministro ha voluto sottolineare il suo impegno per dimostrare che l'attività politica può essere esercitata in modi diversi

Pierluigi Bersani ha fatto tappa anche a Messina per presentare il suo ultimo libro, “Chiedimi chi erano i Beatles: i giovani, i politici, la storia”. L’incontro si è svolto nella storica sala della Borsa della Camera di Commercio, offrendo uno spunto per una profonda riflessione sulla politica nazionale, l’astensionismo e il ruolo del lavoro nella democrazia italiana.

L’introduzione è stata curata dall’ex deputata nazionale Maria Flavia Timbro, preceduta dai saluti istituzionali del presidente della Camera di Commercio di Messina, Ivo Blandina, e del segretario della federazione provinciale del PD di Messina, Armando Hyerace.

Le parole di Bersani

L’ex ministro, parlando della sua nuova veste di volontario e della scelta di non ricandidarsi, ha voluto subito sottolineare il suo impegno per dimostrare che l’attività politica può essere esercitata in modi diversi.

“Sono stato in questa sala da ministro e sono contento di tornare in un’altra veste. Ho scelto di provare a dimostrare a me stesso ma non solo che si può fare politica in tanti modi, anche non ricandidandosi e facendo il volontario. In questi anni ho incontrato tanti giovani e ho visto che non sono affatto disinteressati alla politica. L’astensionismo fa paura, anche se vediamo nelle piazze la partecipazione. Un motivo è che il sistema delle decisioni si è molto allontanato dalla vita comune della gente. Inoltre le statistiche ci dicono che chi pensa di star bene vota al 70 per cento, chi pensa di star male vota al 26 per cento: la democrazia in astratto non può vivere, vive se consegna la merce dell’emancipazione. L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro: il lavoro ha costruito la nostra democrazia. Non va bene un lavoro debole e frammentato, perché è un problema democratico.”

Il discorso di Bersani ha messo in luce una preoccupazione centrale: la crisi di rappresentanza e di partecipazione, legata in modo indissolubile alla questione sociale e alla fragilità del lavoro. Un monito alla politica affinché torni ad essere uno strumento di emancipazione e non solo un sistema distante di decisioni.

7 commenti

  1. Fatevi due domande sul perchè dell’astensionismo, la gente non ha più voglia di essere presa in giro. Predicate bene (più o meno) ma razzolate malissimo. Promesse sopra e promesse sotto. Candidate soggetti improponibili che senza arte e ne parte decidono le sorti di un paese. Affermate di stare vicino alla gente ma è come se viveste sulla luna con stipendi da nababbi e privilegi a non finire…basta questo??

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  2. Emanuele Ferrara 16 Ottobre 2025 11:28

    Un bravissimo amministratore, persona perbene onesta e impegnata a tutti i livelli. Concreto e pragmatico, ottimo economista e politico di alto spessore. Ma come sempre accade nella nostra bella Italia, le persone come lui non vengono considerate. Mai una parola fuori posto, un grande gentiluomo, un compagno sincero e appassionato. Lo saluto con rispetto e con stima.

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  3. Bersani parla anche dell’astensionismo in Emilia, Umbria e Liguria dai, non parlare solo delle regioni dove il tuo partito ha fatto figuracce. Obiettività Bersani, capisco che non è una parola conosciuta ai comunisti ma almeno provaci.

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  4. francesco garreffa 16 Ottobre 2025 15:24

    Certo perché senza (noi poveri idioti) voi non potreste avere stipendi fantastici e vi dovreste cercare un lavoro serio

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  5. Ognuno scrive quello che vuole, e questo è cosa buona e giusta..

    La cosa bella è quando leggo un commento ad un articolo e di quello che si commenta non c’è traccia in esso.

    Questo è il modo di commentare di certa destra, e c’è ancora qualcuno che patisce i comunisti.

    Siamo in democrazia … ancora per quanto??

    Bersani è una persona perbene che ha avuto la capacità di cambiare tante cose e io gli sono riconoscente soprattutto per la portabilità del mutuo, era il 2007.

    Ma qualcuno non ricorda o fa finta di non ricordare e magari, ne ha beneficiato.

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  6. Emanuele Ferrara 17 Ottobre 2025 12:27

    Ma se vogliamo dirla tutta con onestà quando qualcuno a sinistra sbaglia registro non viene perdonato ed è più facile che sia la sinistra ad astenersi che la destra. L’elettorato di sinistra non perdona facilmente le corruttele e la cattiva politica. Purtroppo la grande questione morale che fu tanto cara a Enrico Berlinguer non è stata presa sul serio dalla politica e molti oggi si astengono perchè non si sentono più rappresentati. Ecco perchè bisogna ritrovare il vero senso della politica. La politica deve essere fatta senza scopi di lucro e in modo volontario. Certo poi ci sono i costi della politica che vanno considerati ma in maniera giusta e corretta. Chi ha stabilito ad esempio che un magistrato deve prendere un compenso 15 volte maggiore di un operaio? e Chi stabilitro che i compensi dei parlamentari devono essere vioncolati ai parametri diei magistrati? Tutte queste cose sono da rivedere! Chi avrà il coraggio di portare avanti queste questioni? Solo così si potrà recuperare la fiducia della gente! Naturalmente poi ci sono anche quelli e sono tanti che non seguono la vita politica del paese, ma io credo che se fosse dato un segnale con stipendi più bassi proporzionati alle ore effettivamente passate in Parlamento, l’elettorato apprezzerebbe.

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  7. Il comunismo è la filosofia dei falliti, il credo degli ignoranti, il vangelo dell’invidia; la sua caratteristica intrinseca è la condivisione della povertà.
    Conclusione siete falliti ed avete fallito, ma siete ricchi compreso i figli tutti sistemati, questa è la gente di sinistra

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