Riuscirà il nostro ennesimo "Uomo della Provvidenza" a imprimere una vera svolta alla politica italiana?

Riuscirà il nostro ennesimo “Uomo della Provvidenza” a imprimere una vera svolta alla politica italiana?

Giovanni Mollica

Riuscirà il nostro ennesimo “Uomo della Provvidenza” a imprimere una vera svolta alla politica italiana?

mercoledì 16 Novembre 2011 - 09:50

La forza del Governo Monti andrà scemando al passare delle settimane. E crescerà nei nostri eroici parlamentari la tentazione di riappropriarsi di un potere che raramente, nella storia delle democrazie occidentali, è stato usato così male.
Per questa ragione, il futuro premier dovrà presentare al più presto proposte che “non potranno essere rifiutate”. Da destra come da sinistra.

Gli Italiani sanno che si prepara un lungo periodo di sacrifici. E, come spesso accade, hanno individuato un nuovo “uomo della Provvidenza”.
Al quale spetterà decidere chi dovrà pagare il prezzo più alto della crisi e se trasformare radicalmente una società “vecchia” – a vantaggio delle future generazioni – o solo imprimere modeste correzioni di rotta – e che se la sbroglino i nostri figli e nipoti! -, finalizzate a sopravvivere qualche anno.
Tra le centinaia di urgenze che il prossimo Governo Monti si troverà ad affrontare, ce n’è una che rappresenta la cartina al tornasole delle sue intenzioni: lo smantellamento dei vergognosi privilegi della Casta.
Non si tratta di ridurre di qualche punto percentuale vitalizi, numero di parlamentari, introiti per secondo lavoro, scorte o quant’altro. Come dettagliatamente suggerito da Stella e Rizzo nell’articolo sul Corriere della sera di lunedì 14.

Si tratta di riformare radicalmente a colpi di scure un sistema ormai marcio.

Vi sarà anche un solo partito che si azzarderà a spingere il Paese alla bancarotta, votando contro un Governo che esordisce in Parlamento con un provvedimento invocato da tutti gli Italiani per bene?.
Sull’onda del consenso popolare ottenuto e con una classe politica umiliata dalla dimostrazione della sua incapacità sarà più facile per Monti e i suoi prodi proporne altri. Assolutamente indispensabili
Che vanno dall’assoluta trasparenza degli enti locali sull’uso del denaro pubblico all’obbligo per le municipalizzate di chiudere i bilanci in pareggio – pena l’automatico licenziamento degli amministratori -, da una seria lotta all’evasione fiscale – duri, forse pure illiberali, ma certamente efficaci i suggerimenti della Gabanelli sulla penalizzazione dell’uso del contante – a una rigida regolamentazione della speculazione finanziaria.
Per non parlare di auto blu, tetto agli stipendi degli amministratori pubblici, tassazione dei compensi spropositati e immorali, liberalizzazione delle professioni protette, revisione del sistema pensionistico con i suoi indecenti intoccabili (perché?) “privilegi acquisiti”. A tale proposito, non si può fare a meno di chiedersi come possa essere invocata da qualche esponente della sinistra la cooptazione nel nuovo Governo di un uomo come Giuliano Amato che percepisce 1.047 € al giorno di pensione.
Bell’esempio di “rivoluzione etica”!
Mario Monti, l’uomo che ha occupato un seggio nello Steering Committee del Bilderberg Group – dove si confrontano i potenti del mondo – avrà questo coraggio?

2 commenti

  1. Bisogna Togliere di mezzo questo Illuminato e la sua schiera massonica.

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  2. SIAMO RIDOTTI IN UNO STATO PIETOSO.
    Il Presidente Napolitano,liberale che militò nel PCI(una delle tante contraddizioni politiche del dopo fascismo),dimostra o cambia,fate voi,in pochi giorni(non succede nemmeno nelle dittature e in nessuna democrazia),che il nostro sistema politico è PRESIDENZIALE.Il Presidente del Consiglio è soltanto un primo ministro scelto insieme ai ministri dal Presidente della Repubblica (che figuraccia dei tanti costituzionalisti in questi decenni),e i parlamentari nominati da pochi uomini e non eletti direttamente dal popolo sovrano (effetto di una legge elettorale che fa schifo) dovranno votare i provvedimenti imposti dall’Europa,che saranno scritti dai massimi esperti italiani,pena andare a casa senza vitalizio e con la certezza di non ritornare in Parlamento.Altro che trovare i pochi spiccioli(200 mld per pagare gli interessi sul debito),qui ci è imposto di ridurre il debito di 2000 mld,che dovremo pagare con i 13000 mld di patrimonio posseduto dagli italiani.

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