"Cabaret", un superbo Arturo Brachetti in scena al Vittorio Emanuele

“Cabaret”, un superbo Arturo Brachetti in scena al Vittorio Emanuele

Tosi Siragusa

“Cabaret”, un superbo Arturo Brachetti in scena al Vittorio Emanuele

sabato 14 Marzo 2026 - 10:11

A Messina un'irriverente e brillante produzione italiana del musical per eccellenza

MESSINA – Nel solco della rassegna principale del Vittorio Emanuele il 13 Marzo in serale, con consuete repliche del 14 e del 15, Fabrizio Di Fiore Entertainment ha presentato  il musical”Cabaret”,con la  co-direzione di Arturo Brachetti, che ne è stato anche superbo interprete, e Luciano Cannito, che ha ben curato anche la traduzione e adattato lo script con maestria.
Si è trattato di una performance davvero attrattiva, che, se ha tratto le mosse da uno spettacolo di John Van Druten su soggetto di Christopher Isherwood,(dal romanzo autobiografico “Goodbye to Berlin”)e libretto di Joe Masteroff, si è contraddistinta per l’originalità  di adattamento e allestimento, con musica di John Kander e testi di Fred Ebb.
Si è detto di Arturo Brachetti quale  valido componente  del magistrale  cast attoriale, unitamente a Laura Galivani, nel ruolo di Sally Bowles, Luca Pozzar in quello di Clifford Bradshaw, Simonetta Cartia di Fraulein Schneider, Tony Mazzara di Herr Schulz, Giulia Ercolessi di Fraulein Kost e infine Niccolò  Minonzio nei panni di Ernst Ludwig.
Il musical ha rispettato quella forma corale che lo ha sempre contraddistinto nelle varie produzioni, ove ciascun apporto è stato parte del tutto in guisa davvero armonica, rispettandone il carattere essenziale di uniformità.
Ottima anche l’Ensemble con Felice Lungo, Elisabetta Dugatto, Francesco Cenderelli, Ivana Mannone, Simone Centonze, Mia Cassandro, Michele Iacovelli e Beatrice Burelli.
La band dal vivo è stata rappresentata da Gianmarco Careddu, Ermanno Dodaro, Paolo Rocca e Roberto Rocchetti e ha suonato anche l’iconica colonna sonora. Italiani anche i referenti delle ottime coreografie, (lo stesso L. Cannito), delle scene, con eccellente uso dell’illuminazione e con i finali effetti speciali. (Rinaldo Rinaldi), dei consoni e ricercati costumi,

(Maria Filippi), della direzione musicale, (Giovanni Maria Lori), della realizzazione musicale, (Pino Perris); infine vocal trainer è stato Ivan Lazzara.
Si è messa in scena la decadente Berlino degli anni 30 con i suoi locali, la vita notturna, i bordelli, i suoi artisti,i pensatori e la gente comune, con innegabili elementi di vicinanza anche alla nostra contemporaneità. Si era allora inconsapevolmente alle soglie dell’era nazista, che metterà la sordina ad ogni forma di libertà – e, nei primi anni Trenta, le avvisaglie c’erano tutte – e le testate giornalistiche riportavano titoli assai similari anche a quelli odierni del nostro paese… Da qui quella attualità che in modo indiscusso, e per certi aspetti preoccupante,va rimarcata.
La provocazione è stata poi caratteristica insita, essendosi esplorate tematiche di ordine politico-con la messa in discussione della libertà personale – etico civile per le incertezze che il sistema ha lasciato trasparire – e sentimentale. Il ritmo è stato sempre sostenuto, rutilante e quasi da montaggio cinematografico con assoluta libertà espressiva scevra da condizionamenti .Si è messo il focus sul “Cabaret Kit Kat Club” ove un presentatore irriverente, impersonato dal sempre spumeggiante e straordinariamente brillante Arturo Brachetti, ha sbeffeggiato il potere e la libertà sessuale.
I numeri musicali molto noti – quali “Cabaret”, “Willkommen”, “Money,Money,Money”- sapientemente spettacolarizzati, hanno saputo rendere la attrattività degli originali. La ben nota storia delle due coppie che un destino inesorabile travolgerà, ha motivato l’accoglienza calorosa riservata alla bella rappresentazione, in uno alle riuscite connotazioni del musical in ogni altra componente. Un americano a Berlino si innamora di una inglese dai costumi trasgressivi, tale Sally, con cui condivide una stanza in una pensione di terz’ordine gestita da un’anziana zitella tedesca, che a sua volta ama un fruttivendolo ebreo. È ritornato alla mente ovviamente il lungometraggio omonimo, del 1972, di Bob Fosse, con l’immensa Liza Minnelli, vincitore di ben otto Oscar, che,portato a Broadway e a Londra, ha riscosso tantissimi premi.

Si annota la folta e attiva partecipazione del pubblico delle grandi occasioni per questo piccante ma altresì triste spettacolo, che è stato capace di avvolgere e avvincere con il suo fascino sempreverde gli spettatori, che non hanno lesinato applausi anche a scena aperta e ovazioni conclusive.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED