L'ingegnere, come candidato sindaco, punta su "completezza del programma e visione amministrativa". Al suo fianco 7 assessori designati e Angelo Giorgianni
MESSINA – Perché votare Gaetano Sciacca, candidato sindaco di Rinascita Messina? E non Basile, Russo, Scurria e Valvieri? “Sono l’unico tecnico. Messina ha troppi problemi e ci vuole una figura tecnica che ha già dimostrato competenza, visione amministrativa e concretezza. Il nostro programma è stato persino scopiazzato perché è pronto da mesi”. Al suo fianco stasera, nel comitato elettorale in centro, l’ex magistrato ed ex senatore Angelo Giorgianni, pronto a candidarsi come presidente della Regione per la Federazione dei movimenti autonomisti e sicilianisti.
“Qui sento un fresco profumo di libertà. Non siamo liste civetta di nessuno. E abbiamo rifiutato di sederci ai tavoli di coalizioni senza credibilità. Dopo Providenti e Accorinti, Sciacca sarà la nuova sorpresa per Messina”, ha messo in rilievo Giorgianni.
Da parte sua, l’ingegnere Sciacca ha presentato alla stampa e ai cittadini i sette assessori designati. “Tutti nel segno delle competenze”, tiene a precisare. Eccoli: l’avvocata e criminologa Vittoria Santoro, la professoressa Monica Angela Recupero (docente del Maurolico), la psicologa del lavoro Alessia Alessi, Federico Martino (docente universitario in pensione, ex assessore regionale e figura storica della sinistra messinese), l’architetto Nino Principato (esponente della cultura messinese), l’allenatore di calcio ed esperto di sport Nico Scandurra e Francesca Arena, da 15 anni volontaria nella Protezione civile.
Il programma di Sciacca per Messina
Tra i punti del programma di Sciacca candidato sindaco, “una nuova viabilità per Messina, no al ponte sullo Stretto, creare veri polmoni verdi, infrastrutture sicure e scioglimento degli imbuti viari, riconquistare 54 km di costa e le colline dimenticate, il baratto amministrativo, rafforzare l’economia locale e il commercio di prossimità (no al centro commerciale di Zafferia), decentramento e controllo pubblico, innovazione e inclusione con il coworking nell’ex ospedale Sperone, coniugando spazi per il lavoro e spazi solidali per anziani, studenti e cittadini in emergenza abitativa”.
E ancora: “L’arte come strumento di riscatto sociale nelle periferie, proteggere le fragilità e abbattere le barriere, autonomia energetica ed economia circolare nei 48 villaggi”.

Dopo tutte le autorizzazioni concesse come farà a bloccare il centro di zafferia evitando un contenzioso legale…..lunghissimo nei tempi e che potrebbe essere oneroso per le casse comunali.
Propaganda elettorale, corretta se vogliamo, da vedere nei dettagli su progetti e fondi da reperire.